Il Tirreno

Cappato torna a Massa dopo il caso Trentini

di Benedetta Bianchi
Cappato torna a Massa dopo il caso Trentini

Il radicale aveva accompagnato il nostro concittadino a morire in Svizzera  I candidati illustrano le priorità di +Europa, dalla ricerca scientifica al fine vita

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Emma Bonino chiude la campagna elettorale sul territorio apuano dopo il successo ottenuto in altre zone della Toscana. A villa Cuturi, stesso luogo in cui si erano presentanti, Sara Vatteroni e il radicale Carlo Del Nero, responsabili locali, hanno accompagnato i candidati al Senato Marco Perduca e Mina Welby ed Alessandra Bencini, candidata per la Camera, forti anche della presenza di Marco Cappato, radicale da venticinque anni, europarlamentare per due legislature e che assieme alla Welby, con l’associazione Luca Coscioni, si batte per la legge sul fine vita. Cappato torna a Massa dove «ormai siamo frequentatori di caserme dei carabinieri»; il riferimento è al caso Trentini per cui Cappato e Welby, che si autodenunciarono dopo averlo accompagnato in una clinica in Svizzera a morire, sono in attesa della data di avvio del processo. «Non bisogna aspettare di essere eletti per fare politica, ma se entreremo in Parlamento avremo qualche strumento in più per portare avanti le nostre battaglie» dice Cappato che poi parla della diversità della lista +Europa con Emma Bonino ovvero «l’obiettivo nella direzione di un federalismo europeo contro l’illusione del nazionalismo degli altri partiti e l’offrire la piattaforma politica a chiunque vorrà fare proprie le nostre idee anche dopo le elezioni di domenica». La legge sull’eutanasia, la regolamentazione di tutte le droghe «così diventeranno risorse per lo Stato tolte alle mafie», l’annullamento della legge Bossi-Fini alcuni punti del programma di +Europa. E poi tre questioni fondamentali: la ricerca scientifica; il rafforzamento delle esportazioni nei settori del lusso, della moda, dell’agroalimentare; il turismo, con il potenziamento e l’integrazione dei due aeroporti di Pisa e Firenze. «Abbiamo utilizzato il nome Europa sul simbolo per riportare nel dibattito politico i fatti concreti» ha ribadito Perduca. «Non abbiamo avuto confronti con altre coalizioni altrimenti avremmo spiegato loro che dobbiamo recuperare ciò che di buono ci offre l’Unione Europea» ha continuato. Ha avvalorato il concetto Alessandra Bencini: «Esistono direttive europee che ci fanno acquisire maggiori diritti e ci fanno migliorare, per questo dovremmo guardare i paesi vicini all’Italia e non all’Europa come una limitazione; da soli non si va da molte parti, uniti invece si può andare molto più lontano». «Ricordiamoci – ha concluso la candidata nel proporzionale alla Camera – che nel nostro Paese esistono regole che ormai non sono più al passo coi tempi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa