Il Tirreno

Anghelè: Berti mi attacca? Segno di debolezza politica

di Chiara Sillicani
Anghelè: Berti mi attacca? Segno di debolezza politica

Il consigliere piddino in lizza per la poltrona di sindaco replica alle critiche di Leu E sottolinea:« La mia candidatura è in assoluta consapevolezza e autonomia»

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MASSA. Per Liberi e Uguali Luca Anghelè, sceso in campo per la poltrona di sindaco, è solo una comparsa destinata a recitare, nella commedia politica, una parte affidatagli da altri. La sua candidatura - sostiene Leu - fa da apripista, indispensabile per attivare il meccanismo delle primarie. Eterodiretto - e aggiunge Liberi e uguali - non del tutto consapevole di essere strumento in mano d’altri.

Attacco pesante a cui Anghelè non può esimersi dal replicare. Lo fa con toni decisi, seppur privi di verve polemica: «L’attacco personale che mi viene fatto - il consigliere piddino ne è stracerto - dal vicesindaco Uilian Berti, esponente di Leu, a tre giorni dalle elezioni politiche non è certamente solo un attacco alla persona, ma anche al partito democratico. Per quanto riguarda il Pd, sarà lo stesso partito a rispondere o commentare. Per quanto riguarda, invece, l’attacco alla mia persona, credo si tratti dell’attacco di un esponente politico debole all’ombra di un sindaco su cui si è riaperta la discussione in città. Pertanto l’attacco - prosegue Luca Anghelè - è da leggersi come segnale di debolezza». Poi il consigliere evidenzia quello che definisce un comportamento contraddittorio: «Mi stupisce l’attacco da parte di un esponente di Leu, mentre altri esponenti di Liberi e Uguali mi contattano e cercano».

L’attenzione si focalizza, quindi, sulle primarie e sull’accusa di essere strumento in mano d’altri: «Il percorso da me annunciato pochi giorni fa sui quotidiani - Anghelè si riferisce alla sua candidatura - è fatto in assoluta consapevolezza e autonomia. Consapevolezza dei contenuti di cui quel percorso è espressione - chiarisce - ed assoluta autonomia - e sottolinea assoluta - da altre candidature e figure».

Per Leu i fili della candidatura di Luca Anghelè sono manovrati da altri. E per altri - Liberi e Uguali lo esplicita - Leu intende Federico Uzzo e Giuliano Minuto.

All’immagine di essere un candidato eterodiretto, Luca Anghelè non ci sta e si affida all’evidenza: «È evidente - esordisce infatti - che Federico Uzzo e Giuliano Minuto abbiano legittimamente scelto il percorso dell’avvocato Sergio Menchini».

Luca Anghelè replica, quindi, a Leu. Decide, invece, per il silenzio il partito democratico: se Liberi e Uguali chiede una decisione rapida in vista delle amministrative, il partito democratico non risponde. Almeno non ora. A due giorni dalla politiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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