Gioco
A lezione di legalità, i prof sono i carabinieri
CARRARA. «Nei secoli fedele» è il motto dell’Arma dei Carabinieri e adesso lo sanno bene gli studenti dell’Istituto Domenico Zaccagna che hanno incontrato – nella Biblioteca dell’Istituto – il...
CARRARA. «Nei secoli fedele» è il motto dell’Arma dei Carabinieri e adesso lo sanno bene gli studenti dell’Istituto Domenico Zaccagna che hanno incontrato – nella Biblioteca dell’Istituto – il capitano Mario Ricciardi – Comandante della Compagnia di Carrara e il maresciallo Paolo Anselmo, nell’ambito del progetto Area Legalità, condiviso con l’Arma. Il Capitano ha affrontato vari argomenti molto interessanti per i giovani studenti: il motorino, la guida sicura, “lo sballo”, gli stupefacenti, le organizzazioni mafiose, la corruzione e altro ancora.
Il capitano Ricciardi ha trattato argomenti delicati, di attualità e ha trasmesso messaggi molto importanti: «la vita offre la possibilità di fare scelte consapevoli, non delegate agli atri – ai cosiddetti amici – le vostre scelte, soprattutto quando sono scelte importanti per la vita e per il futuro».
Invitati a proporre domande, gli studenti hanno preso coraggio e alcuni hanno chiesto di approfondire alcuni aspetti. In vari argomenti è stato evidenziato il ruolo educativo fondamentale dei genitori e della famiglia, dei nonni, degli zii e della scuola. «I carabinierivogliono essere un punto di riferimento - ha spiegato Ricciardi - Quindi voi giovani, quando sentite di avere un problema rivolgetevi a chi vi vuole bene, ai genitori, a parenti fidati, a quel docente che ascolta le persone, rivolgetevi a noi ». « La serenità è una conquista quotidiana che richiede progettualità e sacrificio, va conquistata: purtroppo sono elevati i consumi di eccitanti, sedativi, allucinogeni, disinibenti, ma una pillola non procura felicità- è emerso in alcuni interventi durante l’incontro allo Zaccagna - È importante l’educazione al rispetto e all’affettività, imparare a ragionare sulle scelte nell’ambito di un progetto di vita attivo, nella consapevolezza che tutte le droghe alterano il sistema nervoso centrale e gli effetti restano sempre».
Alcuni studenti hanno fatto battute spiritose. «Chi è il carabiniere? È colui che è “nei secoli fedele” ai valori, alle Istituzioni, verso i cittadini». «Questa è l’ispirazione che ci conduce ogni giorno; ci possono essere momenti di sofferenza ma bisogna superarla nell’interesse del bene comune. Il pensiero va al maresciallo Taini, ucciso perché aveva fatto il proprio dovere, al Generale Dalla Chiesa e molti altri che sono stati uccisi perché agivano nel rispetto della legalità. Come non parlare del giovane carabiniere Salvo d’Acquisto e di mille altri esempi di onestà, di coraggio, di lealtà. Purtroppo il male è più rumoroso. Non è vero che l’Italia è fatta di persone che si comportano male: ci sono moltissime persone che si comportano bene, che ogni giorno lavorano e si impegnano a fare il bene. Perché il bene è contagioso e ciascuno di noi può avere un approccio positivo verso gli altri- hanno detto i militari intervenuti - Voi giovani siete il futuro ed è bello che crediate nelle Istituzioni perché domani sarete voi a lavorare per il bene comune».
Alla domanda duretta «Lei ha vissuto situazioni pericolose che le hanno fatto pensare di voler cambiare le sue scelte?», il capitano Ricciardi ha risposto: «Mi sono arruolato in piena coscienza. Occorre equilibrio e bisogna saper gestire le emozioni; occorre allenamento e conosciamo i rischi che corriamo anche solo per il fatto di indossare la nostra divisa. Ma se pensiamo a persone come il generale dalla Chiesa, il giudice Falcone, Borsellino noi possiamo capire cosa significhi fare il proprio lavoro con passione. Vi auguro di seguire la vostra strada senza scendere a dolorosi compromessi, sempre rispettando la vostra dignità. Nella consapevolezza che alcune scelte rovinano la vita. Voi avete vita, energia, forza, le risorse per fare tutto, abbiate volontà interiore e valori inestimabili. Ricordatevi che in giro il marcio c’è, ma chi vende l’autodistruzione è un soggetto senza alcun valore. Ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni. Ma sappiamo che si può chiedere aiuto, si può evitare lo strazio, si può prevenire. Fare il male porta conseguenze di male, meglio pensare, riflettere e operare per il bene che ha sempre un ritorno positivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
