Il Tirreno

Il Buran non ferma i cercatori di tartufo

di Riccardo Sordi
Il Buran non ferma i cercatori di tartufo

Una domenica nei boschi per una brigata di quindici a caccia dell’oro nero Passeggiata nei boschi, visita a un caseificio e pranzo per buongustai

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LUNIGIANA. Neanche il temibile Buran, il gelido vento russo che si è abbattuto in questi giorni lungo la nostra penisola, è riuscito a fermare la passione dei cercatori di tartufi. Una passione che in Lunigiana è diventata l’occasione per la scoperta di sentieri e bellezze boschive.

E così domenica scorsa si è rivelato un successo l’avventurosa giornata che ha visto 15 escursionisti, scortati da Simone Mori (guida ambientale escursionistica nonché storico esperto cercatore di tartufi e di funghi), immergersi nei sentieri boschivi del nostro appennino alla caccia del prezioso tubero che in molti considerano il vero “oro nero” del bosco.

«Peccato – ci racconta Mori – che purtroppo otto persone hanno rinunciato spaventati dalle catastrofiche previsioni meteo». Forse anche troppo pessimistiche visto che, alla fine come hanno fatto notare i partecipanti, “è stata una domenica fredda ma che non ha creato alcun tipo di problemi, né negli spostamenti in macchina né nelle escursioni nei boschi».

Ma, come ci insegna il proverbio, “poca brigata” fa rima con “vita beata” e quindi i quindici “eletti”, tutti provenienti da fuori provincia, hanno vissuto una giornata entusiasmante alla caccia di uno dei “re dei boschi”.

In particolare sono state due le tipologie di tartufi a cui i nostri eroi (con l’indispensabile aiuto dello straordinario olfatto dei cani di Simone) hanno dato la “caccia” al “Bianchetto” (o “marzuolo” ) e al “Nero uncinato” tartufo invernale dal caratteristico ed intenso aroma.

«Sono rimasti tutti incantati – ci confida Mori – dalla bellezza dei nostri boschi ma anche del poter avere questo rapporto così diretto con la natura».

E in particolare grande successo ha riscosso la “merenda” a base di tartufo “dopo aver trovato un tartufo l’ho pulito e poi l’ho tagliato con il mio coltellino dividendolo per tutti i partecipanti. Una scoperta, quella del sapore “puro” del tartufo, che ha lasciato tutti senza fiato».

La giornata poi è continuata con il pranzo, inevitabilmente – e sarebbe il caso di aggiungere fortunatamente per tutti i buongustai – a base di tartufo, ma che ha coinvolto i partecipanti anche nella visita di una caseificio che produce i formaggi in maniera artigianale.

E poi i giochi di magia di Marino che hanno incantato i presenti al termine di una giornata davvero speciale.

Un successo che verrà presto replicato con un nuovo appuntamento a fine marzo ( “ancora dobbiamo stabilire la data esatta, ma abbiamo già raccolta numerose prenotazioni, da Siena, Bergamo, Milano”).

Insomma si annuncia una nuova giornata nei boschi dell’Appennino alla caccia di sua maestà il tartufo che, come dimostrato, ha trovato casa – e cercatori – anche in Lunigiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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