Attenzione
Bergamini al Noa, ma senza entrare
La direzione non consente l’accesso ai politici. E Benedetti torna sulle morti “sospette” in corsia
MASSA. Nessuna visita all’interno dell’ospedale delle Apuane per l’onorevole Deborah Bergamini, candidata alla Camera per Forza Italia e i rappresentanti locali del partito che ieri mattina l’avevano accompagnata per mostrarle i disagi all’interno del presidio sanitario. Un tour programmato da Forza Italia con tanto di sit-in fuori dal pronto soccorso, uno dei reparti maggiormente sotto accusa; così ieri mattina oltre alla Bergamini, si sono dati appuntamento il consigliere comunale Stefano Benedetti, Matteo Mastrini coordinatore provinciale, Manuela Angeli, Roberta Dei. Entrati in pronto soccorso con il permesso di un medico, sono stati costretti ad uscire su ordine del direttore sanitario Giuliano Biselli perché, come riferito dalla candidata, «l’ospedale è chiuso per la campagna elettorale».
«È vergognoso come un bene pubblico sia trattato come privato - attacca la deputata - Sono venuta al Noa, tempio della sanità apuana e toscana, per rendermi conto di persona di alcune carenze segnalatemi dai cittadini visto che il pronto soccorso è criticato per non essere funzionale - continua - del resto non è la prima struttura che visitiamo; non volevo fare campagna elettorale dentro l'’ospedale né tantomeno distribuire materiale politico, ma stavo esercitando il mio diritto di parlamentare e di cittadina». La Asl Toscana nord ovest ha precisato che «a nessuna forza politica è stato concesso il permesso per evitare di trasformare un presidio pubblico in un luogo di propaganda elettorale; niente da nascondere, solo la necessità di preservare pazienti ed operatori e, trascorso questo periodo, la direzione sarà ben lieta di accogliere i rappresentanti politici veramente interessati alla salute dei cittadini, come è sempre avvenuto». Deborah Bergamini ha preso di mira il pronto soccorso nuovo, ma costruito con «una sala di attesa troppo piccola a cui si sono dovuti aggiungere due gazebo fuori dall’ingresso e in cui la media per essere visitati è di 8 ore; meglio farebbero a spiegarci come è stato creato un buco finanziario da oltre 400 milioni di euro di cui non sono stati individuati i colpevoli e a causa del quale la sanità toscana subisce tagli e ridimensionamenti».
Poi la parola passa a Benedetti che sul Noa e la sanità apuana ha presentato diverse interpellanze ed esposti, l’ultimo pronto da far arrivare sulla scrivania del procuratore Aldo Giubilaro per una serie di decessi avvenuti in ospedale. Il consigliere parla di «una sessantina di morti avvenute tra fine dicembre ed oggi con un picco di 33 decessi tra il 20 dicembre 2017 e il 10 gennaio 2018 tutti a causa di batteri come clostrinum difficile e klebsiella contratti nei vari reparti». Su questo particolare punto medici del Noa nelle settimane scorse avevano già diffuso consigli, rivolti in particolare ai familiari dei pazienti (ad esempio l’utilizzo del camicie monouso e di guanti), perché osservassero strettamente le norme igieniche, impedendo appunto la diffusione di batteri. Infine, un passaggio sulle liste di attese «sempre troppo lunghe nonostante la direttrice Maria Teresa De Lauretis due anni fa in consiglio comunale promise il dimezzamento dei tempi» e la breve visita all’area fumatori.
Benedetta Bianchi
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