Il Tirreno

Ancora senza stipendio L’indotto Pignone sciopera

di Benedetta Bianchi
Ancora senza stipendio L’indotto Pignone sciopera

I cento lavoratori di Tc si mobilitano nello yard di viale Zaccagna ad Avenza In ritardo la busta paga di gennaio, la tredicesima e il tfr della vecchia ditta

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Sciopero dei lavoratori della Tc srl, azienda gestita da Oma all’interno dello yard del nuovo Pignone di Avenza.
La decisione è stata presa in tutta autonomia e senza alcuna autorizzazione, non essendoci alcun lavoratore sindacalizzato: la mobilitazione è scattata dopo l’ennesima comunicazione da parte dei vertici aziendali di un ritardo nel pagamento degli stipendi di gennaio che, per l’esattezza sono stati posticipati al prossimo 10 marzo.
La comunicazione è stata data agli operai tramite un foglio affisso nella bacheca dello stabilimento di viale Zaccagna; in pochi minuti si è scatenata la rabbia dei dipendenti, un centinaio in tutto. La a ditta che si occupa di carpenteria, tubazioni e assemblaggio. Oltre ad essere in arretrato di una mensilità, infatti, gli operai attendono ancora la tredicesima e il Tfr dovuto per il passaggio da una precedente ditta alla Tc.
E’ una situazione particolarmente delicata se si tiene conto che l’azienda ha sede a Brescia e che nessuno dei lavoratori è iscritto ad un sindacato.
Luisa Pietrini e Alessio Castelli della Fiom Cgil appena venuti a conoscenza dei fatti, si sono immediatamente recati sul posto, presentandosi allo yard: a stretto giro sono arrivati anche i rappresentanti di Fim Cisl e Uilm UIl per provare a dare una qualche copertura ai lavoratori, nel caso fosse stata necessaria.
Ma la loro presenza non è stata gradita da tutti e c’è perfino chi ha provato ad allontanare i sindacalisti perché «essere iscritti ad un sindacato significa seguire delle regole» ha affermato Alessio Castelli della Fiom che ha aggiunto «abbiamo testimonianze e conosciamo i nomi di alcuni lavoratori, ma c’è il timore di ritorsioni già avvenute così come le minacce di rescissione del contratto». Alcuni operai spiegano che alla Tc molti non sono originari di Massa-Carrara, circa l’80% sono cittadini stranieri e la maggior parte a tempo determinato: «Vuol dire che sono più ricattabili e meno a conoscenza dei propri diritti oltretutto hanno paghe conglobate o con le cosiddette “trasferta Italia” anche se il lavoratore non si muova da Massa Carrara» sostiene la Fiom. Dopo Logistics&painting e Vivaldi e Cardino, questa è la terza azienda dell’indotto Pignone, in poco più di una settimana, i cui problemi vengono a galla e secondo i sindacati c’è da aspettarsi altre vertenze. Non a caso, più volte, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno parlato di una situazione di appalti da rivedere e di un incontro, prossimamente, con il Nuovo Pignone.

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