Il Tirreno

Niente ok per nuove antenne: prima la copertura sui monti

di Camilla Palagi
Niente ok per nuove antenne: prima la copertura sui monti

Valle della Renara ancora irraggiungibile, l’amministrazione pressa i gestori sospendendo le installazioni di telefonia mobile in attesa degli interventi nei paesi

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MASSA. Partendo dal centro per raggiungerla ci vogliono circa 15 minuti: ci sono solo 10 chilometri tra la valle di Renara e la città, ma in termini di vie di comunicazione, tra le due zone in mezzo c'è un mondo. Tornante dopo tornante, la ricezione telefonica inizia a vacillare, da Canevara in su. Così, mentre ai piedi delle montagne per una connessione internet extraveloce ci vogliono solo una decina di euro al mese, a circa 170 metri al di sopra della città, invece, si può contare al massimo su una linea telefonica di rete fissa. Oltre che sul buon vecchio passa parola.

Garantire la copertura telefonica anche nella piccola frazione montana è lo scopo della delibera di giunta n°29 del 8/02/2018. L'atto prevede la sospensione delle installazioni e delle attivazioni di nuove stazioni radio base per la telefonia mobile in tutto il territorio comunale, in attesa della realizzazione delle antenne anche nella zona montana. Un documento approvato e deliberato dopo una lunga serie di confronti con gli operatori telefonici. Ed iniziato quasi 10 anni fa. La battaglia per ottenere il “campo” in montagna ha avuto inizio da un gruppo di residenti del luogo. Una raccolta firme lo scorso anno era stata lanciata dal consigliere di Rifondazione Comunista, Nicola Cavazzuti, per sollevare agli occhi dell'amministrazione comunale i limiti imposti dalla mancanza di comunicazione via telefono.

Il problema cellulari “muti” coinvolge Casette, Casania, Forno, Resceto e Bargana, e tenuto conto delle problematiche, l'amministrazione ha deciso di approvare lo stop all'installazione di nuove reti sulla costa e in città. Almeno fino a quando non saranno presentate da parte dei gestori telefonici tutte le progettazioni relative alla installazione di stazioni radio base per la telefonia nella zona montana di Casania, Casette e Resceto.

I gestori sono stati informati della sospensione e l'ufficio comunale competente, lo Sportello Unico per le attività Produttive, dovrà trasmettere preventivamente alla giunta municipale tutte le richieste di nuove installazioni di stazioni radio base, prima del rilascio delle relative autorizzazioni. «Un piccolo passo nei confronti della montagna» l'ha definito il presidente della commissione ambiente, Nicola Cavazzuti. La delibera di giunta dell'8 febbraio è stato il risultato di un documento elaborato dalla commissione ambiente e inserito tra gli ordini del giorno presentati in consiglio.

«Saranno due le antenne telefoniche che verranno installate– spiega Cavazzuti – una verrà attivata a Casania e l'altra a Resceto, e permetteranno la copertura di tutta la zona. Per una questione di convenienza economica i gestori telefonici non avevano intenzione di coprire le frazioni montane, e non si può per legge obbligare una compagnia all'installazione di queste antenne. Con l'atto di indirizzo che avevamo presentato in consiglio, però, si poteva puntare ad una sospensione della realizzazione di altre antenne. Un'altra questione è che a fine del 2017 ho sollecitato il sindaco ad attivarsi per intercettare gli investimenti di una compagnia telefonica francese low cost, Iliad, che sta acquisendo le antenne telefoniche cedute da Wind e 3, che recentemente si sono unite. Questa potrebbe essere una soluzione importante, ma come dicevo, sono piccoli passi verso le frazioni montane».

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