Il dolore
Guglielmi, ancora no al dissequestro
Il Comune di Massa ci ha riprovato. Verbale dei vigili del fuoco alla mano, i tecnici hanno replicato punto per punto a tutte le osservazioni. Ma ancora non basta.
MASSA. Il Comune di Massa ci ha riprovato. Verbale dei vigili del fuoco alla mano, i tecnici hanno replicato punto per punto a tutte le osservazioni. Dai gradini troppo alti, alle tende che impediscono l’esodo, dalle maniglie sporgenti, al parapetto dei palchetti. Vere e proprie controdeduzioni finite non soltanto sulle scrivanie del comando vigili del fuoco, ma pure su quelle della Procura.
Ad accompagnare quelle controdeduzioni una richiesta formale - la seconda - di dissequestro del teatro Guglielmi, alle prese con i sigilli dal 20 dicembre (nell’ambito di un’ inchiesta in cui il Comune è parte lesa). Dagli inquirenti è arrivato però un “no, non è possibile”. Non una bocciatura, ma l’evidenza che il percorso per rialzare il sipario deve essere un altro. Di natura amministrativa.
Del resto lo stesso procuratore capo Aldo Giubilaro sul tema sigilli era stato chiaro assicurando che il dissequestro sarebbe arrivato, ma soltanto «rimosse le condizioni di insicurezza del teatro e definito un nuovo certificato di prevenzione incendi». E per definirlo quel certificato è indispensabile attivare un iter - amministrativo, appunto - che ha come primo step la convocazione di una commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli. Prevista dal testo unico di sicurezza, quella commissione riunisce intorno ad un tavolo i tecnici del Comune, la polizia municipale, i vigili del fuoco e l’azienda sanitaria. Con lo scopo di definire le modalità e le condizioni per la sicurezza degli edifici. In questo caso il Guglielmi.
Per velocizzare l’iter amministrativo e garantire tempi rapidi per la riapertura, il sindaco Alessandro Volpi si è portato avanti ed ha richiesto - ed ottenuto - un incontro in Prefettura per trovare la quadra. Di fronte al prefetto, Comune e vigili del fuoco hanno fatto un primo punto, quindi formalizzato la necessità di una commissione di pubblico spettacolo. Quella commissione riguarda - altro aspetto da non trascurare - un edificio sequestrato, per convocarla è quindi indispensabile il via libera della Procura. Gli uffici comunali hanno già formalizzato la richiesta di autorizzazione agli inquirenti. Forte del “sì” della Procura, l’amministrazione potrà convocare la commissione: «Non ho dubbi - confida il sindaco - che in quella sede la dialettica sarà costruttiva. Del resto stiamo già collaborando fattivamente con i vigili del fuoco. In seno alla commissione si verificherà lo stato dell’arte, quindi verranno fornite al Comune le indicazioni a cui attenersi». Indicazioni per consentire gli interventi necessari alla “riattivazione” del certificato di prevenzione incendi.
Il cpi, infatti - e lo conferma anche il sindaco - non è stato revocato, ma sospeso. e non si tratta di sottigliezze terminologiche perché la revoca imporrebbe un nuovo complesso iter per definire un nuovo certificato, la sospensione, invece, consente una più rapida procedura. Insomma - per semplificare - l’efficacia del cpi rilasciato nel 2013 è stata messa tra parentesi. Fatti i lavori e rispettate le nuove prescrizioni indicate dai vigili del fuoco, il cpi dovrebbe tornare alla piena validità. Almeno questa è la speranza dell’amministrazione.
Insomma, dopo quello del 9 gennaio, nei giorni scorsi, è arrivato dalla Procura un secondo “no” al dissequestro del teatro cittadino. Un “no” che non inficia, però - parola del primo cittadino - un percorso burocratico -amministrativo già in essere per consentire la riapertura del teatro Guglielmi, chiuso, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda proprio il rilascio dei certificati di prevenzione incendio.
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