Finanza
Riva dei Ronchi, rischio nuovi ricorsi
La convenzione consente alla società di contestare il Regolamento che le impedisce di edificare nella sua area
di Manuela D’Angelo
MASSA. Riva dei Ronchi: l’accordo tra il Comune di Massa e la proprietà è stato firmato alla fine del 2017 e l’amministrazione all’epoca parlò di un “ottimo compromesso”. Oggi, però, spunta la convenzione firmata dalle due parti che, letta con attenzione, in realtà non metterebbe al riparo il Comune da una possibile causa legale milionaria della società. Quando l’assessore al bilancio del Comune di Massa, Giovanni Rutili, parlò di un “ottimo accordo” in effetti si riferiva al fatto che la società aveva rinunciato a pretendere 1,8 milioni di euro, soldi già versati nelle casse comunali come penale per i ritardi della realizzazione degli interventi edilizi, previsti dalla prima convenzione; a fronte di questo bel risparmio, il Comune ha restituito, invece, i 2,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione versati dalla società Riva dei Ronchi dal 1999, anno in cui fu rilasciata la concessione. Pace fatta? Non sentiremo più parlare di Riva dei Ronchi? Rutili, in una intervista rilasciata al Tirreno aggiunse anche la frase: “Scongiurato il rischio di futuri risarcimenti”, ma a leggere la convenzione non risulta così. Anche se lo stesso assessore, come diciamo a parte, ribadisce la sua posizione.
C’è un punto che recita: “Poiché il Comune, in sede di adozione del nuovo Regolamento Urbanistico, ha previsto variazioni alla disciplina urbanistica, relativa alle aree di proprietà della società […] la società è in attesa che la procedura di approvazione del Ru si concluda per valutare eventuali iniziative a tutela”. È vero che in un altro passaggio si legge: “La società e il Comune dichiarano che con questo atto null’altro hanno reciprocamente a pretendere e a nessun titolo”, ma poco dopo si specifica che “resta fermo il diritto della società di contestare la disciplina urbanistica ed edilizia in corso di approvazione da parte del Comune di Massa, per quanto attinente alle aree di sua proprietà”.
Ed ecco dove sta il possibile futuro ricorso milionario della società Riva dei Ronchi nei confronti del Comune di Massa: la società era proprietaria di un terreno edificabile, tra viale della Repubblica e via Ronchi, dove avrebbe dovuto sorgere un gigantesco comparto turistico, con albergo da 120 camere, piscina e più di 240 appartamenti ad uso turistico- residenziale. L’operazione non va mai avanti, la società non ha mai costruito, ha pagato negli anni oneri di urbanizzazione e penali per i ritardi e oggi arriva ad un accordo con il Comune col quale rinuncia ad una parte dei denari versati. Frattanto, però, il Comune, con il nuovo Ru, prende l’intero terreno di proprietà di Riva dei Ronchi e gli toglie l’edificabilità. L’area infatti viene inserita all’interno di quelle Pime e Pie (pericolo idraulico elevato e molto elevato) su cui non è possibile più piantare neanche un chiodo.
In pratica Riva dei Ronchi si ritrova con una immensa area sulla carta, che però non vale quasi più nulla.
E siccome le responsabilità della mancata costruzione del centro turistico-alberghiero e residenziale, non stanno in capo solo ai proprietari, la società potrebbe decidere di far causa al Comune per il mancato guadagno che negli anni avrebbe introitato dalla vendita degli appartamenti e dalla gestione dell’hotel. Insomma, secondo questa interpretazione, Riva dei Ronchi avrebbe rinunciato soltanto a chiedere indietro i soldi delle penali, perché, giustamente, il ritardo nella costruzione c’è stato e il Comune ha applicato la legge. Nelle mani del Ru però c’è il futuro di quell’area: se rimarrà zona non pianificabile è quasi sicuro che Riva dei Ronchi porterà il Comune in tribunale.
Il Comune, ribadiamo, mostra invece sicurezza e dà un’altra lettura degli atti. Non resta che attendere quello che accadrà davvero.
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