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Le gipsoteche e il museo diffuso: studenti protagonisti

Le gipsoteche e il museo diffuso: studenti protagonisti

CARRARA. Studenti a lezione di patrimonio artistico e culturale di Carrara, tra gessi e concetti come “museo diffuso”; nel frattempo c'è chi (Carlo Sassetti, docente di restauro dell’Accademia di...

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CARRARA. Studenti a lezione di patrimonio artistico e culturale di Carrara, tra gessi e concetti come “museo diffuso”; nel frattempo c'è chi (Carlo Sassetti, docente di restauro dell’Accademia di Belle Arti di Carrara) rilancia: «Carrara non è solo marmo, ma anche luogo del restauro e città dei gessi». Aula magna del Liceo Artistico “A. Gentileschi” di Carrara gremita di studenti per la mattinata di ieri dedicata ai gessi e più generalmente a un pezzo del patrimonio artistico e culturale del territorio, con una prima tavola rotonda dal titolo “Patrimoni da tramandare: le gipsoteche pubbliche di Carrara tra studio, conservazione e restauro”. L'iniziativa, ricordiamo, rientra nell'ambito della mostra “La collezione Lazzerini. I Gessi storici del Tacca. Dalla Scuola del Marmo al Museo”, in collaborazione tra Comune di Carrara e Istituto Artemisia Gentileschi – IPIA Marmo di Carrara e curata da Luisa Passeggia. La mostra sarà visitabile al Centro Arti Plastiche fino al 14 aprile. E così, dopo i saluti inaugurali della preside dell'Istituto Annarosa Vatteroni, dell'assessore Federica Forti («Voi siete il futuro, è importante che siate consapevoli di quello che era Carrara e dei suoi patrimoni») e del direttore dell'Accademia di Belle Arti Luciano Massari, il via alla tavola rotonda – coordinata da Luisa Passeggia – è stato dato con le parole del primo cittadino. «Bisogna ripensare – ha detto il sindaco, Francesco De Pasquale – a quella che è la nostra storia. Dobbiamo recuperare le testimonianze che purtroppo sono state dimenticate e cancellate. Un esempio è la Ferrovia Marmifera, che noi stiamo provando con difficoltà a recuperare. Vogliamo ripartire dalla storia e della cultura». Poi, appunto, spazio agli interventi del dibattito, partendo proprio da quello di Carlo Sassetti in coppia con Miriam Ricci, docente di restauro dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dalle problematiche del restauro alla conservazione dei gessi, partendo dallo stato di abbandono e passando a una «rivalorizzazione» che inizia nel corso degli anni Ottanta, fino ad arrivare a una «gipsoteca internazionale». Questi alcuni temi snocciolati dai primi interventi, seguiti da quello di Tiziana Corbani, docente di discipline plastiche presso il Liceo Artistico. Poi, prima della chiusura dedicata alla storia della collezione dei gessi all'Accademia di Belle Arti con Marco Ciampolini (docente di storia dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara), ecco il “museo diffuso”, a cura dell'architetto Corrado Lattanzi. Sì, perché, ha ragionato Lattanzi, «lo scopo dell'intervento è quello di farvi andare a vedere di persona che Carrara è un museo a cielo aperto. La collezione Lazzerini è in tutta la città così come troverete il Barocco in via Loris Giorgi, o il medioevo in via Santa Maria. Da molti anni a Carrara esiste un gruppo di studiosi che organizza visite per tutta la città seguendo il concetto di museo diffuso». La mostra delle 47 opere al Cap, nei prossimi giorni sarà accompagnata dal via della prima residenza d'arista curata dall'associazione torinese Arteco con gli artisti di Parasite 2.0. (l.ba.)

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