Il Tirreno

Arancioni, Udc e Socialisti 

«Il sindaco si assuma le sue responsabilità»

«Il sindaco si assuma le sue responsabilità»

MASSA. Hanno lasciato l’aula e senza di loro il numero legale ieri mattina è un miraggio: salta il consiglio. Ma per gli Arancioni Fabrizio Brizzi e Andrea Ofretti, per Agostino Incoronato (Udc) e...

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MASSA. Hanno lasciato l’aula e senza di loro il numero legale ieri mattina è un miraggio: salta il consiglio. Ma per gli Arancioni Fabrizio Brizzi e Andrea Ofretti, per Agostino Incoronato (Udc) e per Giancarlo Casotti (Socialisti) è finito il tempo di fare da stampella alla maggioranza. Il messaggio è chiaro: «Basta scaricare responsabilità sul consiglio - Brizzi va al cuore della questione- piuttosto il sindaco si assuma le proprie di responsabilità». Nel mirino dell’opposizione ci sono le dichiarazione rilasciate alla stampa dagli estensori del regolamento, dichiarazioni in cui - spiegano Brizzi ed Ofretti - si fanno slittare i termini per inviare a Firenze il regolamento con tutte le controdeduzioni votate dal consiglio. «Se abbiamo tempo fino a marzo e non fino a febbraio, come indicato dal sindaco, le carte in tavola cambiano. Indicando tempi più stretti - prosegue Brizzi - Volpi ha contribuito a creare un clima preoccupante e un infondato allarmismo nelle categorie produttive». Ofretti non ha dubbi: il ritardo nell’approvazione è voluto, funzionale agli scopi elettorali del sindaco.

«In quanto accade - spiega l’arancione - individuo una strategia, il sindaco accusa noi di essere irresponsabili, ma è lui ad usare il regolamento urbanistico per scopi elettorali. Io non garantirò più il numero legale».

Anche per Agostino Incoronato le responsabilità del ritardo sono imputabili a Volpi: «Fu lui, da assessore della giunta Pucci, a contribuire alla ritardata approvazione dell’altro strumento, il piano strutturale, con lo scopo di farlo votare dalla sua di giunte. Il risultato? Sette, otto mesi di ritardo che scontiamo ora».

Poi la stoccata finale, firmata Brizzi:« Non accettiamo che ci si accusi di condurre battaglie mossi da interessi particolari. Noi chiediamo di conoscere uno strumento e siamo disposti ad approvarlo, ma con le modifiche che proponiamo prime fra tutte quelle sul vecchio ospedale e sull’edilizia residenziale pubblica per cui questo strumento non prevede aree. Nè ammette il recupero di immobili con quella stessa finalità. Noi abbiamo dato segnali di apertura più volte in consiglio. Il sindaco si assuma le sue responsabilità».(c.s.)

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