La manifestazione
Concessioni e chioschi le reazioni di Alberti
MASSA. Il consigliere Stefano Alberti (Pd) ieri mattina in aula c’è, ma decide di lasciare il consiglio. Lo fa, però, diversamente dagli altri, proclamando uno sciopero e annunciando persino la sua...
MASSA. Il consigliere Stefano Alberti (Pd) ieri mattina in aula c’è, ma decide di lasciare il consiglio. Lo fa, però, diversamente dagli altri, proclamando uno sciopero e annunciando persino la sua disponibilità a dimettersi. Perché - motiva cripticamente - i posti di lavoro vanno salvaguardati. Di più il consigliere non vuol dire.
Ma chi bazzica i corridoi del Comune garantisce che il problema sono tre aree demaniali che il Comune dà in gestione. Quelle aree, diversamente da altre sull’arenile, non vanno a gara, ma vengono assegnate dal Comune con un contratto. Bene, adesso gli uffici di palazzo civico avrebbe deciso di rescindere il contratto con i tre gestori. I tecnici avrebbero, infatti, valutato che sono venute a mancare le condizioni perchè quel contratto mossa rimanere in essere. Motivo del contendere sarebbero alcuni controlli effettuati dalla Capitaneria nelle tre aree e a seguito dei quali sarebbero state rilevate alcune irregolarità. I gestori avrebbero provveduto a mettersi in regola e avrebbero pagato, dove emessa, la sanzione.
Chi gestisce le spiagge non la vede certo come gli uffici comunali perchè il motivo per cui il Comune rescinde il contratto non avrebbe invece determinato - questa l’argomentazione - il decadere di una concessione demaniale. A dimostrazione che nessuna grave infrazione è stata commessa. Tema delicato e tecnicissimo. Rimane il fatto che in quelle spiagge lavorino persone che, nel caso venisse meno il contratto, si troverebbero senza lavoro.
Sulla questione Stefano Alberti decide di mantenere il riserbo, spiega però, genericamente, di essere pronto a difendere con le unghie e con i denti i posti di lavoro: «Il 31 dicembre io ero in aula per approvare il bilancio (approvazione poi saltata ndr) e l’ho fatto perchè sapevo che a quell’atto era allegato il piano di assunzione. L’ho fatto perché i posti di lavoro vanno tutelati. Adesso chiedono lo stesso impegno a garantire il lavoro di una decina di famiglie».(c.s)
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