Sicurezza
«Orti urbani sì, ma non sul Monte di Pasta»
Lontano dal centro, poco controllabile: tante critiche alla scelte del Comune. E c’è chi propone il Pomario
MASSA. Gli orti urbani nascono alla fine dell'800 in Francia. All'inizio si chiamavano “jardin ouvriers”, alla lettera “giardini operai”. E l'idea di adibire degli spazi verdi del centro città ad aree coltivabili, si contrapponeva alla trasformazione della società dell'epoca, che vedeva l'agricoltura come un'attività obsoleta e antiestetica. A distanza di un paio di secoli anche Massa avrà i suoi giardini operai. Sulla loro realizzazione sono praticamente tutti d'accordo. Meno sull'ubicazione scelta dall’amministrazione per realizzarli: il Monte di Pasta. Prima fra tutti Italia Nostra, che sul luogo prescelto avrebbe preferito «un dibattito preventivo». Il progetto degli orti urbani, è nato dall’adesione al bando regionale Centomila orti in Toscana, obiettivo la valorizzazione naturalistica del territorio e la manutenzione collettiva degli spazi verdi pubblici. A gestire, anche in forma condivisa, questo complesso di orti, saranno associazioni individuate tramite percorso pubblico che potranno assegnare i singoli appezzamenti di terra (tra i 30 e i 50 mq al massimo) ad ortisti che avranno il compito di coltivarli. E almeno il 30% di questi orti dovrà essere assegnato a giovani sotto i 40 anni. «Il progetto è rispettabile – interviene il consigliere Luca Anghelè (Pd) – ma il sito non è adatto per le funzioni che dovrebbe accogliere. Troppo lontano dal centro , difficile salire e scendere con frutta e verdura in questa salita. Ben vengano queste iniziative, ma l'ubicazione è sbagliata».
Critiche anche per i materiali utilizzati per realizzare la passerella che circonda gli orti: «È un legno semplice – interviene Giancarlo Casotti (Psi) – non resisterà a lungo». E infine sulle modalità di gestione: «Chi controllerà questo posto? - si interroga Luana Mencarelli (M5s) – nel momento in cui ci sarà una gestione da parte di terze persone non sapremo che sostanze vengono utilizzate per coltivare queste aree». La consigliera pentastellata solleva anche la questione degli orari di apertura: il monte di Pasta chiude i cancelli intorno alle 23 già in altre città gli orti sono stati oggetto di atti vandalici. Bisogna rifletterci». Italia Nostra, e alcuni consiglieri suggeriscono il Pomario Ducale come luogo perfetto per ospitare gli orti. I lavori sul Monte di Pasta, comunque, continuano. E salvo imprevisti, anche Massa, entro la fine dell'anno, si allineerà con l'idea ottocentesca dei giardini operai.
Camilla Palagi
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