La manifestazione
Massa: addio al patron della Gda Marmi
Da Caserta alle cave delle Madielle
MASSA. All’ombra della Apuane Giovanni De Angelis non ci era nato, ma il marmo lo aveva comunque nel sangue. Da quando nel ’65 aveva lasciato il suo paesino nel casertano per venire a Massa, a trovare il cugino Graziano Coronella, notissimo ginecologo. Quel viaggio segnò la sua vita perché Giovanni da Massa non se ne sarebbe più andato. Qui è rimasto, ha investito, ha visto crescere la famiglia e l’azienda.
Martedì sera, dopo una vita di lavoro, Giovanni De Angelis, circondato dall’affetto del figlio Marco, della nuora e delle nipotine, se n’è andato. Ad 84 anni. Lui che fino ad una settimana prima era sul pezzo ogni giorno e ogni giorno saliva in cava, alla Madielle per dare un’occhiata e assicurarsi che tutto andasse per il meglio.
«Mio padre - il figlio Marco ripercorre la storia di famiglia - è arrivato nel ’65 e si è innamorato di questa terra. Decise di investire in questo territorio e gli fu proposto di farlo con le cave delle Madielle. E lì lui ha sempre lavorato, fino ad una settimana fa andava in cava ogni mattina». È da un viaggio a Massa che nasce la Gda, Marmi e graniti, azienda leader del settore che si occupa sia di estrazione, sia di trasformazione dei materiali lapidei.
Da una trentina d’anni a fianco a Giovanni, in azienda c’era il figlio Marco che siede nel comitato di presidenza della Confindustria Marmomacchine ed è candidato alla presidenza.
«Affiancavo mio padre da 30 anni circa - Marco De Angelis si racconta - prima all’estero, poi sono rientrato in Italia».
L’azienda, infatti, dagli anni ’90 conta su un ufficio operativo ad Hong Kong: «Siamo arrivati in Cina nell’epoca in cui stava iniziando l’espansione economica. Recentemente mi è passato tra le mani il passaporto e notavo i visti. Dagli anni’80 lavoriamo sul mercato estero, in quel periodo in particolare nel mediorriente». Giovanni De Angelis ha continuato a lavorare fino a pochi giorni fa: « aveva qualche disturbo legato all’està - racconta Marco - ma nulla di grave, poi le sue condizioni sono peggiorate negli ultimi giorni e la situazione è precipitata. Se n’è andato comunque sereno e circondato dal nostro affetto».
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