Il Tirreno

Grandi appalti e amici vip: «tutti i bluff di don Euro»

di Alessandra Vivoli
Grandi appalti e amici vip: «tutti i bluff di don Euro»

Continuano le rivelazioni del grande accusatore Francesco Mangiacapra «Vantava rapporti privilegiati con imprenditori apuani ma anche con potenti» 

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. L’appuntamento in tribunale, davanti al gup, è fissato per il prossimo otto marzo, a mezzogiorno.

Ma don Luca Morini, ormai più conosciuto come don Euro, è praticamente certo che non ci sarà. Nel giorno del suo compleanno (compirà 57 anni proprio il giorno dell’udienza preliminare) don Morini non sarà quindi in aula a ricevere il mazzo di fiori che Francesco Mangiacapra, l’escort gay che con le sue rivelazioni ha fatto partire tutta l’indagine, ha annunciato di portare con sè per l’occasione, in tribunale a Massa.

Ma intanto, in attesa dell’appuntamento davanti al giudice (a cui sono chiamati a presentarsi anche il vescovo Giovanni Santucci e l’ex sacerdote Emiliano Colombi) l’avvocato-escort torna a parlare, rivelando nuovi particolari su don Morini, o meglio su quello che gli si era presentato, fin dalla richiesta del primo incontro, come il giudice Luca.

«Morini si vantava molto, moltissimo – ricorda Francesco Mangiacapra – Non solo di amicizie potenti, a livello nazionale, ma anche di poter manovrare i voti delle elezioni politiche nazionali. Diceva di essere inserito e di poter dire la sua in qualsiasi contesto, perché, così sosteneva, aveva le entrature giuset».

E non solo la grande politica, con tanto di “voti pilotati” da lui stesso a favore di questo o quell’altro candidato.

Don Luca Morini si vantava anche di poter influenzare tutta la partita dei grandi appalti.

«Era una cosa che ripeteva soprattutto nelle grandi occasioni, quando aveva bisogno di darsi lustro – prosegue l’avvocato e escort – Parlava di appalti, ma di appalti importanti in tutta Italia, soprattutto al Nord, e sosteneva di avere procurato lui le forniture, visto i suoi rapporti privilegiati con gli imprenditori apuani del marmo».

Insomma un ritratto, quello che Mangiacapra tratteggia di don Luca Morini, di grande bluffatore.

«Riusciva a spacciarsi non solo per giudice, il giudice del processo Berlusconi - sottolinea - ma anche per cardiochirurgo, per filantropo: questo è venuto fuori in un secondo momento, dai racconti dei vari ragazzi che aveva contattao e che erano stati anche in viaggio con lui».

Un castello di frottole. E una telefonata, quella dall’apparecchio fisso della parrocchia di Caniparola, che fa crollare tutto. «Quando ho scoperto che chiamava da una parrocchia - ribadisce Mangiacapra - ho cominciato a fare le mie indagini. Ed è venuto fuori tutto, così ha preso il via l’indagine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa