Lutto
Draghi sul caso Lega: «Siamo più vivi che mai»
Il responsabile lunigianese del Carroccio interviene sulle tessere riconsegnate: «Solo questioni personali, io ho tentato il dialogo. Valorizziamo i nostri giovani»
CARRARA. Dopo il caso delle 14 tessere restituite (la polemica parte dalla candidatura ad Aulla di Giuliano Novelli), interviene il responsabile Lega per la Lunigiana Andrea Draghi: «Ritengo opportuno chiarire - esordisce - che quando qualsiasi persona ritenga di doversi allontanare da un qualsiasi organismo di cui fa parte per qualsiasi motivo, lo possa assolutamente fare senza dover dare giustificazioni giornalistiche. Lo show sui giornali serve solo per enfatizzare un attacco gratuito, magari nel bel mezzo di una campagna elettorale. Dispiace che le mie intenzioni di ricucire le discrepanze, createsi per varie interpretazioni, non abbiano dato i frutti sperati. Ho sempre cercato di far capire che quando si mette in piedi qualcosa come una campagna elettorale, si commettono diversi errori, con il concorso di tutti, e con lo stesso concorso si dovrebbe ragionare sugli errori e andare avanti. Un movimento - prosegue Draghi - è un’aggregazione di persone di uguale pensiero, ma di diversa estrazione culturale e di diverse capacità che interloquiscono per percorrere un tratto di strada politica, cercando di avvicinarsi con il dialogo. Dialogo che non è voluto nemmeno iniziare, anzi per alcuni vi è stata assoluta contrarietà al confronto, come si è verificato in occasione di uno degli incontri da me organizzati. A me dispiace che ci siano stati attacchi non politici, non di metodo, ma assolutamente personali».
Poi una riflessione sul contesto lunigianese: «Basta guardarsi attorno per vedere quanti giovani con idee ci sono in questa terra. Perfino il dimissionario presidente dell’unione dei comuni ha dichiarato il fallimento totale del suo mandato, proprio per la volontà di isolamento di ogni comune. C’è un intero comprensorio potenzialmente ricco da dover ricostruire con buone idee e impegno serio, ma con assoluta umiltà. Il territorio della lunigiana è venduto al Parco Nazionale che non produce un solo euro di reddito per nessuno».
Poi la riflessione si allarga:« Non abbiamo capacità attrattiva di nuovi residenti, che invece potrebbero venire a vivere in un territorio a costo zero per riscaldamento ed energia elettrica. Con centinaia di ettari di pascoli montani, non produciamo un litro di latte da mettere sul mercato né un chilo di carne, non un formaggio tipico, il miele D.O.P. è affare di pochi, lo sfruttano gli apicoltori del nord Italia che praticano la transumanza degli apiari. Per non parlare dei soldi spesi per la famosa razza estinta della vacca pontremolese. Non siamo stati in grado in questi anni di costruire intorno a queste potenzialità un vero corpo di posti di lavoro stabili. Anche in tema di rifiuti, sebbene sia partita la raccolta differenziata, nessun risparmio nelle bollette dei cittadini». Attacco anche a Gaia:«Ci vende la nostra acqua pubblica e ce la fa pagare come il petrolio».
Poi la conclusione:«Di soldi ne sono stati spesi molti in questa terra. Oggi invece di parlare di questi argomenti all’interno del movimento, in una campagna elettorale importante, qualcuno pensa ad avercela con qualcun altro. Che magari ha le sue stesse idee e prerogative.
A chi lascia oggi la Lega dico questo, vi avrei voluto decisi a chiedere le dimissioni dell’intera maggioranza che governa Pontremoli, altro che fallimento come centro destra, che dichiara, dalla voce di moltissimi suoi componenti, di votare Pd intaccando del tutto la poca morale che resiste in una squallida partita elettorale.
Allora potrei pensare, ma non voglio, che quando qualcuno mi diceva che alcuni stanno in Lega solo per portare poi consensi ad un altro padrone, solo per destabilizzare, aveva ragione. Spero di no. Comunque la Lega di Salvini oggi e più viva che mai ed affronta tutti i giorni e con pochi mezzi i problemi di questa terra di confine e di confinati. Con impegno e serietà.
Dico anche che le porte rimangono sempre aperte e se mi permettete vi do un consiglio: andate a riscoprire le gesta di un nostro conterraneo che ha combattuto per l’irredentismo di questo paese e che oggi è quasi totalmente dimenticato, Anacarsi Nardi di Apella, ma ancor prima leggete la partecipazione ai liberi comuni degli uomini e del Comune di Pontremoli al fianco di Alberto da Giussano. Oggi alcuni preferiscono i Re e le Regine ma attenzione al nuovo ritorno dei padroni e della mezzadria ed alla gravità di essere corresponsabili di questo».
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