Il Tirreno

Logistics & Painting ritira i licenziamenti

di Benedetta Bianchi
Logistics & Painting ritira i licenziamenti

Stop alle procedure, dopo una mattinata di sciopero e presidio tirano un sollievo 23 lavoratori dell’indotto Nuovo Pignone

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MASSA. Logistics &Painting srl ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo che aveva aperto la settimana scorsa riguardante 23 lavoratori di cui 22 nella sede di Massa ed uno a Firenze. La decisione è arivata ieri pomeriggio nell’incontro durato oltre un’ora tra i vertici aziendali e le segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uil e le Rsu. E se da una parte l’azienda dell’indotto Nuovo Pignone si è dimostrata disponibile ed ha accettato le richieste dei sindacati, dall’altra le stesse organizzazioni sindacali valuteranno le problematiche specifiche che hanno portato Logistics & painting a decidere per un numero di esuberi sostanzioso. Nel frattempo, all’interno del Nuovo Pignone, dove venerdì scorso era stato indetto il blocco degli straordinari di tutto l’indotto, le attività tornano regolari.

In attesa dell’incontro, però, ieri come era stato annunciato i lavoratori della Logistics&Painting, avevano alzato l’asticella della protesta con due ore di sciopero con presidio di fronte alla portineria, dalle 10 alle 12, ed un’altra ora nel turno pomeridiano. Logistics&painting srl è un’azienda di verniciatura e sabbiatura dei macchinari detenuta al 100% da BCube industrial spa, altra azienda operante al Nuovo Pignone di Massa che conta 85 dipendenti di cui 71 a Massa (61 operai, 9 impiegati ed un dirigente) e 14 a Firenze (12 operai e 2 impiegati). «Ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto perché l'azienda in maniera unilaterale ha aperto la procedura – aveva ribadito Michele Folloni, segretario provinciale Fim Cisl – è stata una modalità anche inusuale per come siamo abituati ai rapporti sindacali all'interno della realtà Nuovo Pignone». Fino a poco prima delle 17 l’azienda non aveva fatto alcun passo indietro come chiesto da Fiom, Fim e Uilm per questo era stato lanciato un segnale forte e non sarebbe stata l’ultima iniziativa se l’incontro avesse avuto esito negativo; lavoratori e sindacati erano pronti ad intensificare la protesta. Anche Giancarlo Leorin, Uilm, aveva sottolineato come i sindacati non potessero trattare «con la spada di Damocle dei licenziamenti, quindi senza che Logistics&painting ritiri la procedura». Cosa poi avvenuta. Poi ha aggiunto: «Normalmente i licenziamenti avvenivano con i cambi di appalto, ma già da qualche anno i subappalti si sono stabilizzati e la lettera di licenziamenti è caduta come un fulmine a ciel sereno».

Gioisce, ma non troppo Luisa Pietrini, segretaria Fioml perché «seppur oggi c’è stata una vittoria non possiamo nasconderci dietro l’incontro di oggi perché permangono le problematiche; dobbiamo capire quali sono le reali motivazioni che oggi riguardano una ditta dell’indotto e domani un’altra, quali sono realmente i problemi che generano gli esuberi a cascata magari rivedendo un’organizzazione su come vengono assegnati i lavori e gli appalti per non trovarci ciclicamente nella solita situazione». Il riferimento è ad aziende che non sono Logistics&Painting, ma «a fine contratto o che hanno scarico effettivo di lavoro». L&p dal 1 giugno 2017 ha assorbito i 75 dipendenti della ex Andaloro «senza possibilità di selezione delle competenze né di adeguamento dell’organico agli effettivi volumi dei siti ed ad ottobre ha acquisito ulteriori dieci dipendenti dalla Bcube» come motivato nella lettera dei licenziamenti per cui «dopo analisi è emersa l’inadeguatezza dell’assetto organizzativo sia per il dimensionamento dell’organico sia per professionalità non appropriate alle richieste di mercato».

A Massa gli esuberi riguardavano 20 operai e 2 impiegati, un operaio nel sito fiorentino e «Logistics&painting non aveva trovato misure alternative per evitare il licenziamento del personale in esubero e non appariva percorribile il ricorso agli ammortizzazione sociali trattandosi di fattori strutturali e non congiunturali».
 

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