La manifestazione
Lega, è il caos in 14 ridanno indietro le tessere
Nel mirino «la pessima gestione locale del partito» I problemi nati con la candidatura di Novelli ad Aulla
AULLA. Terremoto nella Lega in Lunigiana, con quattordici tesserati del Carroccio che hanno riconsegnato le tessere. Quindi, volano gli stracci, verdi naturalmente, dopo che anche ad Aulla la candidatura a sindaco di Giuliano Novelli non era stata presa propriamente bene.
Da qualche mese all’interno della Lega si respirava aria pesante tra comunicati al veleno, riunioni infuocate e battibecchi sui social, ma il culmine si è raggiunto la scorsa settimana, quando 14 tesserati lunigianesi hanno deciso di non continuare la loro esperienza nella Lega. Tra di loro militanti e sostenitori noti di Aulla, Licciana Nardi e Fivizzano come Giovanni Mura iscritto dal 1989, segretario della sezione di Fivizzano e membro del direttivo provinciale che lascia due incarichi, Michael Santini coordinatore del movimento giovanile, Andrea Lazzarotti, Mauro Simonini, Graziano Maneschi, Mirco Chierichini, Lucia Beccari, e con loro tanti altri.
«La motivazione principale è stata la pessima gestione locale del partito - dichiarano gli ex leghisti - che ha portato gli insuccessi elettorali di Montignoso, Pontremoli (80 voti) ed Aulla, dove si è scritta la pagina più tragicomica della Lega in Lunigiana, andando a litigare con tutti i possibili alleati e insistendo per candidare il nostro unico consigliere comunale di Fivizzano per non ottenere nulla. In seconda battuta non possiamo tollerare la gestione dei tesseramenti e degli incarichi, i quali vengono affidati a persone totalmente inadeguate e poco presentabili che a loro volta fanno allontanare nuovi iscritti e simpatizzanti. A tutto questo si aggiunge una dirigenza distante interessata solo ai problemi di Massa e Carrara e che troppo spesso ha adottato comportamenti ostruzionistici verso chi aveva la voglia e le capacità per fare bene sul territorio. Abbiamo più volte cercato - continuano gli ex tesserati- di far presenti queste problematiche ai direttivi di tutti i livelli (provinciale, nazionale e federale) senza ottenere alcuna risposta, quindi con rammarico abbiamo deciso di lasciare un movimento che non ci rappresenta più nè a livello locale nè a livello nazionale, i cui ideali - scrive chi ha riconsegnato la tessera - sono stati calpestati e le cui regole sono state stravolte. Iscritti al partito Lega Nord con ideali di valorizzazione del territorio, di autonomia e buona amministrazione, ci siamo trovati dalla sera alla mattina nella Lega per Salvini premier, dove l’unica cosa che conta è scalare le gerarchie ed ottenere una poltrona. Appoggeremo comunque la coalizione di centro-destra, ma, di certo, non sosterremo questi candidati. Per colpa di scelte opportunistiche e poco lungimiranti è stato distrutto un partito che, a queste elezioni, si sarebbe potuto presentare come una macchina da guerra, il confronto impietoso è evidente con la vicina provincia di La Spezia. È stata una scelta sofferta ma, arrivati a questi punti, inevitabile. Continueremo a fare politica- concludono- come civici e liberi cittadini senza imposizioni nè costrizioni provenienti dalla costa».
Gianluca Uberti
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