Lutto
Fabio Castaldo: siamo noi i difensori del Made in Italy
MASSA. La tutela del made in Italy e la creazione di un Ministero del Turismo sono due punti fermi del programma del Movimento 5 stelle per i quali si è battuto e continua a battersi il...
MASSA. La tutela del made in Italy e la creazione di un Ministero del Turismo sono due punti fermi del programma del Movimento 5 stelle per i quali si è battuto e continua a battersi il vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare pentastellato, il cui tour ieri è passato da Massa Carrara.
Da Villafranca a Marina di Massa, Castaldo ha visto confermata l’idea che le piccole attività artigianali e le micro imprese sono quelle che rendono grande l’Italia. Assieme a lui i candidati al parlamento Laura Bottici, Sara Paglini, Adriano Simoncini, Riccardo Ricciardi e la candidata a sindaco di Massa Luana Mencarelli. «Il gruppo sta lavorando per ottenere un'etichettatura obbligatoria e trasparente, conoscere l'origine dei prodotti – ha dichiarato Castaldo – ma soprattutto per smascherare i voti incoerenti dei partiti che dicono di voler difendere il made in Italy e poi, a livello europeo, riconoscono la Cina come paese di libero mercato, scelta che entro qualche anno farà perdere dai 2 ai 4 milioni di posti di lavoro in Europa». «Pensiamo all'occupazione, al rilancio della qualità, pensiamo a fare di nuovo grande il nome del nostro paese» ha aggiunto l’europarlamentare. Per raggiungere l’obiettivo i grillini puntano ad Italia.it, un portale e-commerce unico di riferimento in cui poter vendere i prodotti italiani nel mondo. L’enogastronomia poi si lega al turismo, altro tema caro ai grillini: «è importante creare un contesto che attragga turisti e in questo siamo rimasti indietro rispetto ad altri paesi d’Europa» ha affermato Castaldo. «Il 98% dell’economia è delle pmi schiacciate però dalle politiche distruttive degli ultimi vent’anni» ha attaccato la Paglini ricordando come «alcune forze politiche abbiano governato con le mani legate perché sotto scacco delle multinazionali».
Benedetta Bianchi
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