La protesta
Don Euro, bufera sul dossier scottante sui religiosi locali
Le Iene in tv chiedono al vescovo Santucci di fare chiarezza E spunta la casa da 300mila euro comprata nel pisano
CARRARA. Dossier scottanti, raccolti a carico di religiosi locali. Materiale “increscioso” che, come emerso fin dall’inizio della maxi indagine che lo riguarda (al termine della quale è stato chiesto il suo rinvio a giudizio) don Luca Morini minacciava di rendere pubblici.
Lo ripeteva, in particolare al vescovo, Giovanni Santucci (finito nell’indagine della Procura sia come imputato che come parte offesa) per farsi elargire bonifici.
Soldi, tanti, basti pensare che nel marzo del 2008 con parte del denaro in suo possesso acquistò una abitazione a San Giuliano Terme investendo 300mila euro del suo capitale, per poi venderla quindici giorni dopo a 305mila euro.
Proprio su questo aspetto, contenuto nell’avviso di fissazione dell’indagine preliminare a carico di don Morini, Monsignor Giovanni Santucci e Emiliano Colombi, è tornata domenica sera la trasmissione di Italia Uno “Le Iene”. Con un appello diretto al vescovo sui dossier scottanti con cui lo teneva sotto minaccia il parroco originario di Pontasserchio conosciuto come don Euro.
Il dossier sui religiosi locali. Quel dossier è stato al centro dei rapporti fra don Morini e il vescovo. Ma, in realtà, non esisterebbe o forse è più corretto dire che ad oggi non è ancora stato trovato. Almemo a quello che trapela dalle fasi della indagine, prima naturalmente dell’ udienza preliminare fissata per il prossimo otto marzo in cui si deciderà sul rinvio a giudizio chiesto dalla Procura per don Morini (oltre che per il vescovo Giovanni Santucci e per Emiliano Colombi).
Guardiamo i fatti: tale dossier non figura nel maxi faldone della Procura di Massa-Carrara che riguarda don Euro. Non è fra il materiale sequestrato nella casa del sacerdote, non figurerebbero altri particolari nelle intercettazioni ambientali. Insomma don Morini non è mai sceso nei dettagli in merito al materiale scottante che, a suo dire, sarebbe stato nelle sue mani e, soprattutto, sarebbe stato così importante da poter costituire una minaccia per la Curia intera.
L’affare immobiliare a San Giuliano. Don Luca Morini maneggiava parecchi soldi. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, ne chiedeva molti, moltissimi. In parte al vescovo, poi agli imprenditori, quelli del marmo e della nautica, ma anche ai parrocchiani che, di loro spontanea volontà volevano fare delle donazioni. Che, come riportato nelle ipotesi accusatorie, spesso finivano nelle tasche e nel contro corrente di don Euro.
E proprio la “liquidità” consentì a don Morini di fare un acquisto immobiliare nel comune di San Giuliano Terme (il sacerdote è originario di Pontasserchio). Comprò la casa per 300mila euro, il 4 marzo del 2008. La rivendette il 19 marzo, dello stesso anno a 305mila euro. Con denaro, secondo l’accusa “provento di attività illecita”.
Questa vicenda compare adesso nei capi di imputazione a carico di don Luca Morini e chi è costata l’accusa di “Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita” (art. 648 ter).(a.v.)
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