Il Tirreno

Si alzano in classe e gridano “Viva Hitler”. Convocati i genitori

Si alzano in classe e gridano “Viva Hitler”. Convocati i genitori

Carrara, in una scuola media alcuni dodicenni fanno il saluto nazista. Convocati i genitori

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CARRARA. Una mattinata fra i banchi, in una scuola media del territorio comunale di Carrara. Una mattinata, quella dello scorso venerdì, come tante. A un certo punto alcuni studenti, si parla di ragazzini di dodici anni, si alzano in piedi, tendono la mano destra e, dopo il saluto nazista gridano “Viva Hitler”.

Un episodio inquietante che finisce, raccontato da un genitore, su una pagina Facebook - aperta - e molto seguita. Con un seguito di commenti nutritissimo.

Un episodio che arriva come un pugno allo stomaco, proprio a pochi giorni dalla celebrazione, in tutte le scuole cittadine (e italiane) della giornata della memoria. In sostanza a poca distanza dai racconti dei campi di sterminio e delle persecuzioni naziste ci sono studenti che, a Carrara, hanno inneggiato a Hitler.

Ma, si tratta soprattutto, di una vicenda con cui non si può non fare i conti. E non li può non fare una città dalla tradizione antifascista come Carrara.

Per questo è una vicenda che non può rimanere nelle quattro mura di un’aula scolastica ma che è doveroso approfondire, anche per capire come sia possibile che quelli che sono poco più di bambini abbiano potuto arrivare a compiere un gesto del genere. A tendere il braccio nel saluto nazista.

Visto che si tratta di minorenni non abbiamo ritenuto giusto dare indicazioni che possano portare in alcun modo a individuare la scuola in cui si sono verificati i fatti di cui scriviamo. Ma, visto che si tratta di una vicenda così delicata abbiamo interpellato comunque, telefonicamente, la dirigenza dell’istituto scolastico dove venerdì scorso è stato fatto da alcuni degli alunni il saluto nazista.

Dalla scuola è stato spiegato che subito dopo l’episodio sono stati convocati i genitori dei ragazzi autori del gesto che ha sconvolto non solo la comunità scolastica ma anche quella social di Facebook. Tanto che in molti si sono chiesti se quello fosse il provvedimento adeguato stigmatizzando la gravità dell’accaduto.

Sui social c’è anche chi ha provato a minimizzare, all’insegna del “sono bambini” ma il grosso dei commenti è di condanna e, soprattutto, si chiedono interventi più importanti da parte della scuola stessa. La dirigenza dell’istituto, non ha certo preso di buon grado il fatto che notizia sia finita sui social. Ma, sulla vicenda afferma che non c’è ancora nulla di definitivo e che, solo per il momento non sono stati presi altri provvedimenti ma non è escluso - precisano dalla dirigenza - che lo si faccia nei prossimi giorni. (a.v.)
 

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