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Botte al secondino: condannato

Botte al secondino: condannato

Il detenuto lo aveva anche minacciato di morte. In aula ha applaudito il giudice

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MASSA. Una partitella nel campo sportivo del carcere. E un epilogo violento: mentre la guardia carceraria stava spuntando i nomi, durante il rientro dei detenuti in cella, uno di loro ha cominciato a andare in escandescenze.

Ha così preso a spinte il secondino e ha cercato di afferrarlo per il collo lanciando nei suoi confronti delle minacce pesantissime: «Ammazzo te e tua figlia».

Una vicenda che ha varcato le porte del carcere ed è finita in tribunale dove è stata discussa l’altra mattina davanti al giudice Elisabetta Congiusta.

È stato ripercorso l’episodio avvenuto al termine della partita di calcio e l’esplosione di violenza che ha avuto come bersaglio, e vittima la guardia carceraria. Il giudice ha condannato il detenuto alla pena di dieci mesi di reclusione. E, con un atteggiamento che potrebbe costargli una nuova denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale, il detenuto si è alzato in piedi e ha cominciato ad applaudire all’indirizzo del giudice dicendo ad alta voce: «Brava, brava, complimenti». Un atteggiamento che è stato stigmatizzato da tutti i presenti in aula.

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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