Il dolore
Sanità, sindacati in rivolta contro i tagli
10 milioni di euro di risorse in meno dalla Regione alla Usl Toscana Nord Ovest. Saltano le assunzioni. È stato di agitazione
MASSA. Non solo non sono previste le assunzioni e l’implementazione del personale sollecitate da mesi per far fronte a disagi e disservizi. Al contrario, dalla Regione Toscana arriva la conferma di un taglio da 45 milioni di euro in tre anni sulla sanità, che per l’azienda Usl Toscana Nord Ovest significherà 10 milioni di euro in meno a bilancio.
Sono questi i motivi che hanno spinto Funzione Pubblica Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil a confermare lo stato di agitazione dichiarato per protestare proprio contro la carenza di personale sanitario.
I guai sono iniziati poco dopo il 5 febbraio: «Quel giorno abbiamo incontrato il governatore Enrico Rossi per un confronto su risorse e organico e abbiamo avuto risposte positive» premette Valerio Musetti di Cgil che parla a nome di tutte e tre le sigle sindacali. «Peccato però che dopo qualche giorno la Regione abbia annunciato un taglio da 45 milioni in tre anni sulle risorse da destinare al personale della sanità, che per la nostra azienda si tradurranno in 10 milioni in meno in arrivo» prosegue il sindacalista. La riduzione delle risorse è stata in qualche modo confermata lunedì dai vertici di Usl Toscana Nord Ovest: «Hanno risposto picche alla nostra richiesta di rafforzare l’organico dell’azienda. Non solo. Hanno ventilato possibili riduzioni del personale» segnala preoccupato Musetti.
Secondo i sindacati dunque si va verso il peggioramento di una situazione, quella dei servizi sanitari, già traballante: «Abbiamo segnalato tutti e da tempo i disagi a cui sono costretti i cittadini per carenza di personale. Le liste di attesa infinite, l’impossibilità di usare alcuni macchinari, sono tutte riconducibili alla mancanza di risorse umane. E poi i cittadini finiscono per rivolgersi al privato...» spiega il sindacalista senza dimenticare i problemi degli stessi lavoratori. «Sono costretti a saltare i turni di riposo, sono stressati e lavorano sotto organico» precisa Musetti che si chiede - in modo retorico - cosa succederà se e quando verrà ridotto ancora il battente occupazionale dell’azienda.
Per tutte queste ragioni Funzione Pubblica Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil hanno sollecitato l’apertura di un tavolo in prefettura e chiesto udienza al prefetto Enrico Ricci.
«La direzione si e’ trincerata dietro le decisioni regionali ma si devono trovare altre strade, che non siano i tagli al personale» contestano i sindacati che si dicono pronti ad attuare «ogni iniziativa utile a trovare soluzioni realistiche ed accettabili per tutelare i lavoratori e i cittadini».
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