Il Tirreno

Risarcimento “tassato”, recupera 21mila euro

Risarcimento “tassato”, recupera 21mila euro

Vince causa per mobbing con le Poste: la somma di 44mila euro fu sottoposta a imposizione fiscale

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MASSA. Si era già rivolto al giudice del lavoro, alcuni anni fa, avanzando una causa di mobbing nei confronti delle Poste, di cui era funzionario.

All’epoca, nel 2010, gli venne riconosciuto dal tribunale un risarcimento per danno biologico, liquidato nella somma di 44mila euro. Soldi che vennero sottoposto a imposizione fiscale, sui quali cioè il 58enne dovette pagare le tasse.

Proprio per questo motivo, e non solo per questo, il funzionario delle Poste si è rivolto di nuovo al giudice del lavoro, per avere indietro le tasse versate. Il risarcimento danni era infatti di natura biologica, e non avrebbe dovuto essere sottoposto alla tassazione.

Su questo punto il giudice Augusto Lama ha accolto la richiesta del funzionario disponendo dalle Poste un risarcimento a suo favore di oltre 21mila euro, quelli che aveva dovuto sborsare come tasse sul risarcimento per mobbing.

Non è stata invece accolta dal tribunale del lavoro la secondo domanda avanzata dal funzionario postale: quella che chiedeva in sostanza un proseguo del mobbing, sempre nei confronti delle Poste.

In questo caso il giudice Lama ha stabilito che non ci fossero, o meglio che non proseguissero nei confronti condizioni lavorative in cui si profilasse il reato di mobbing. Quindi il nuovo ricorso nei confronti delle Poste, per il comportamento che secondo il ricorrente poteva essere ricondotto al mobbing sul luogo del lavoro è stato respinto.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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