Il Tirreno

Volpi bis e primarie: nel centrosinistra ognuno va per sè

Volpi bis e primarie: nel centrosinistra ognuno va per sè

Gli Arancioni e i Socialisti: il bagno di sangue ci sarà ma solo se non si faranno. Leu: l’unità si trova con il sindaco uscente

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MASSA. Per Giovanna Santi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, le primarie sono un gioco sembreranno un massacro. Ma Fabrizio Brizzi, degli Arancioni, ex assessore pucciano, il massacro non lo vede per niente. In esse vede, piuttosto, l’unica possibilità di accordo politico, di convergenza e di sfida ai reali competitor politici, i 5 Stelle che dalla divisione del centro sinistra o del Pd potrebbero solo guadagnarci. Carrara docet. Perché - Brizzi ne è convinto - se un massacro c’è è quello che conseguirebbe ad un “no” alle primarie. «Mi sembra evidente - e all’analisi di Brizzi si associa anche Andrea Ofretti- che considerare le primarie un massacro equivalga a rinunciare ad un tavolo di centro sinistra per una coalizione unitaria». Il tema, prosegue, non è il nome, ma il metodo: «Anche se l’attuale sindaco rinunciasse alla ricandidatura, noi la necessità delle primarie la sosterremmo comunque. Non farle potrebbe significare - rincara Ofretti - regalare la città ai 5 Stelle. Entro il 10 o il 15 marzo la decisione deve essere presa, altrimenti noi andremo da soli». Comunque, domani, Brizzi e Ofretti al teatro dei Servi per la convention volpiana non ci saranno: «In questo momento siamo all’opposizione». Ma pronti al percorso condiviso. Con le primarie.

Di tutt’altra opinione Sabrina Bertelloni, capogruppo di Liberi e Uguali, che va subito al sodo: «Noi sosteniamo l’amministrazione per gli obbiettivi programmatici raggiunti e per quelli che potrebbe raggiungere nei prossimi 5 anni di governo della città. Il nostro è un sì netto al Volpi bis e senza primarie». Concetto ribadito da Carlo Paolini, il quale dice: la consigliera (di Leu) Elena Fruzzetti «ha espresso una opinione personale che non rappresenta la posizione di Liberi e Uguali Che è per la riconferma dell’amministrazione Volpi e senza primarie. Il Pd – aggiunge – ha dato il segnale politico positivo di non avere come priorità le primarie. Lo invitiamo a fare un ulteriore passo avanti verso l’unità del centrosinistra: i contenuti programmatici e l’affidabilità delle persone sono fondamentali per la costruzione delle coalizioni di centrosinistra. Se il Pd sfiduciasse il sindaco Volpi che in questi anni difficili ha retto la prova del governo si aprirebbe uno scenario dove nulla è scontato. Anche al Comune di Massa potrebbe ripetersi quello che è accaduto a Carrara».

Invocano le primarie, invece, i Socialisti: «Non si capiscono – dice Giancarlo Casotti – le ragioni ostative a una scelta che rappresenta il percorso più lineare e democratico per sciogliere nodi politici. L'opinione della capogruppo Pd sul secondo mandato a Volpi, è un' opinione personale. Le primarie, dice lo statuto del Pd non sono necessarie sol laddove non vi siano candidature alternative nel campo del centrosinistra , o quando la ricandidatura è accettata dalla coalizione in modo unitario. Ma non è questa la condizione del sindaco Volpi, il quale bene farebbe a prenderne atto accettando di buon grado di sottoporsi ad un percorso democratico e partecipativo. Il “bagno di sangue” di cui a sproposito si è parlatonon sarà causato dall'accettazione di primarie con un vincitore da tutti riconosciuto, ma dal loro eventuale rifiuto».



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