Il dolore
Un sit-in per approvare il regolamento
Protesta di categorie e sindacati di fronte alla colonia Motta: atto indispensabile. Sodini: prima gli interessi della città
di Benedetta Bianchi
MASSA. Da un sit-in di fronte alla ex colonia Motta le associazioni di categoria potrebbero passare ad iniziative più pressanti se il consiglio comunale di Massa non approva il regolamento urbanistico creando un danno irreparabile alla città.
Ieri mattina rappresentanti di Camera di commercio, Confcommercio, Cna, Confesercenti, Confesercenti, Confartigianato, Edili industriali e sindacati si sono riuniti di fronte alla Motta «simbolo del degrado del territorio». Perché hanno scelto proprio la struttura sul lungomare lo ha spiegato Dino Sodini, presidente dell’ente camerale di Massa Carrara: «Il salvataggio delle colonie e la riqualificazione di questo pezzo importante di costa è collegato al regolamento urbanistico e siamo qui perché crediamo che gli interessi della città arrivino prima degli interessi dei partiti». Obiettivo dell’incontro di ieri è stato proprio quello di sensibilizzare il consiglio comunale sulla necessità di approvare, entro i termini, il regolamento urbanistico. L’iter scadrà il prossimo 24 luglio, ma il pacchetto deve essere inviato alla Regione Toscana e poi tornare in consiglio comunale ed è per questo che come tempo utile si indica la fine del mese; per stare in questi tempi, quindi, per le categorie è necessario che i consiglieri riuniscano in un unico maxi blocco le osservazioni considerato che ne restano ancora mille da discutere.
In più occasioni, durante queste settimane di consiglio comunale, le imprese ed i sindacati avevano incontrato il sindaco Alessandro Volpi e i capigruppo chiedendo un atto di responsabilità nel presentarsi in aula e nell’approvare un atto atteso dal territorio quasi da quarant’anni. Un iter avviato con una delibera nel 1995 ed arrivato una prima volta in consiglio solo nel 2015. Sodini è stato deciso nel sottolineare come «le categorie non parteggino per la giunta Volpi o altre forze, al contrario non ci interessano le loro diatribe ed allo stesso modo loro dovrebbero tenere fuori le beghe politiche dal regolamento urbanistico».
E quando gli ricordiamo che per alcuni, in risposta alle dichiarazioni delle categorie, il regolamento urbanistico non risolve tutti i mali del territorio, il presidente Sodini replica: «Siamo consapevoli che non sia l’atto migliore che si potesse fare, ha delle lacune, ma sono migliorabili in un secondo tempo e senza non potremmo più muovere un mattone per altri quindici anni; il regolamento non è quello ideale, ma dà risposte all’edilizia e va approvato perché non c’è più tempo».
Un pensiero condiviso dagli altri partecipanti al sit-in che hanno ricordato i numeri della crisi dell’edilizia ed occupazionale come i 1.500 lavoratori del comparto edile che hanno perso il posto di lavoro dal 2008 ad oggi. Anche secondo Roberto Venturini della Cgil «il piano regolatore non risolverà i problemi del settore, ma darà una boccata di ossigeno alle imprese considerato che l’edilizia è sempre stata un rifugio in momenti di crisi».
E tutti hanno concordato sul fatto che se il regolamento non venisse approvato qualcuno dovrà assumersi la responsabilità. Accanto a Sodini erano presenti Paolo Bedini presidente Cna, Paolo Arpagaus presidente Confesercenti, Matteo Venturi di Edili associazione industriali, Enrico Mallegni presidente Cna edili, Emil Turba presidente Edili Confartigianato, Giovanni Gandolfi presidente Confimprese assieme ad Umberto Sarto, Stefano Bellè presidente Confartigianato Massa e Versilia, Rodolfo Pasquini direttore Confcommercio, Moreno Guelfi Uil, Andrea Figaia Cisl, Leonardo Quadrelli e Venturini Cgil.
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