Il dolore
Truffa all’Inps, il processo si blocca
Cambia il collegio e in attesa di nuovo giudice si torna in aula a novembre. Alla sbarra ex dipendente
MASSA. Il processo va avanti da anni ma potrebbe ripartire da capo. Alla sbarra un ex dipendente dell’Inps in pensione, Alcide Benedetti, accusato di aver truffato l’ente per essersi impossessato di denaro non suo. Attraverso il software dell’istituto, sostiene l’accusa, aveva modificato le posizioni previdenziali di figlia e compagna, garantendo alla prima un’indennità di disoccupazione e un importante trattamento di fine rapporto alla seconda (una volta andata in pensione). La figlia ha patteggiato un anno e due mesi, con sospensione della pena. Imputata insieme a lui, con l’accusa di ricettazione, la compagna, Gabriella Passarelli. Benedetti deve rispondere dei reati di falso, per aver modificato le posizioni, e peculato per aver distratto denaro all’Inps. Il processo era quasi arrivato in dirittura di arrivo, ma gli ultimi trasferimenti di giudici lo hanno bloccato. Tanto che un collegio provvisorio l’altra mattina ha dovuto rinviare l’udienza a novembre in attesa che venga nominato il nuovo presidente della sezione penale. La prescrizione è ancora lontana, almeno per quanto riguarda la sentenza di primo grado ma comunque è l’ennesimo disagio provocato dai continui cambi di organico.
Era stato il direttore dell’istituto di previdenza ad accorgersi, anni fa, che qualcosa non tornava in alcune posizioni contributive. Alcune, appunto, e non solo quelle delle congiunte dell’imputato. Oltre venti persone che, senza averne titolo, si ritrovano a godere di indennità, pensioni, trattamenti di fine rapporto. Il direttore in aula aveva descritto un quadro ben più complesso rispetto a quello di un uomo che “dà una mano” a figlia e compagna. Un quadro su cui la procura puntava gli occhi con ben due indagini parallele. La procura ipotizza che Benedetti abbia creato finti titoli (dal licenziamento alla maternità) per modificare decine di profili contributivi e garantire pensioni, indennità e corposi trattamenti di fine rapporto. Con un conseguente ritorno economico anche per lui. L’imputato ha sempre detto di non aver commesso nessun tipo di reato. Se ci sono stati degli errori sono stati frutto della casualità. Per attendere cosa ne pensa la giustizia a questo punto bisognerà attendere altri nove mesi. Sempre che venga trovato il nuovo presidente della sezione. .
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