Il Tirreno

«Non so se parteciperemo L’area a gara è dimezzata»

di Cinzia Chiappini
«Non so se parteciperemo L’area a gara è dimezzata»

L’ad di Porto Spa commenta il bando per la concessione della banchina Taliercio «Su quella superficie impieghiamo 35 persone, forse non so più amministrare»

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CARRARA. Il bando di gara per la concessione di parte della banchina Taliercio e di una porzione della Chiesa per le attività commerciali ormai è pubblico ma la Porto di Carrara spa ha deciso di prendersi un po’ di tempo per decidere se partecipare o no.

I dubbi che rimbalzano nei corridoi della società di Enrico Bogazzi sono tanti e a dargli voce è l’amministratore delegato Paolo Dello Iacono: «Non so se parteciperemo, di qui al 26 marzo può succedere di tutto» inizia, citando la data di chiusura della concessione che riguarda, lo ricordiamo, una porzione della banchina Chiesa e la metà di ponente della Taliercio. La parte restante della banchina, quella di levante, sarà assegnata con un’altra gara, riservata questa volta all’attività crocieristica.

La Taliercio, per la prima volta, viene idealmente divisa in due, con una separazione fisica delle funzioni che riguarda in particolare la disposizione di merci e mezzi da lavoro. Questi infatti potranno stazionare solo nell’area destinata all’attività commerciale, lasciando spazio nella parte restante della banchina, per il passaggio dei crocieristi.

Il bando messo a punto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale “compensa” il dimezzamento della banchina destinando all’attività commerciale anche parte della Chiesa, per un totale di 20.255 metri quadrati di area scoperta e 2.449 metri quadri di magazzini destinati all’attività commerciale.

Secondo Dello Iacono però i conti non tornano: «L’area a gara non è nemmeno la metà di quella che avevamo» osserva. L’amministrato de delegato entra nel dettaglio dei numeri, chiamando in causa la salvaguardia occupazionale: «Forse sbaglio io, e sto impiegando più personale di quello che devo. Ma il bando sostiene che per tutta l’area bastano 12 lavoratori» afferma. Il riferimento è all’articolo XV che impone al concessionario entrante di «assorbire nel proprio organico almeno 12 unità del personale» del concessionario uscente. «Sui 35mila metri quadrati della Taliercio che abbiamo oggi in concessione impieghiamo direttamente 35 persone. A questi si aggiunge il personale delle pese e quello di spedizione e amministrazione. Tutti dipendenti che se si riducono i traffici saremo costretti a mettere in esubero»afferma Dello Iacono. L’ad di Porto Spa mette le mani avanti: «Non voglio innescare alcun tipo di polemica. Anzi faccio autocritica. Può darsi che sia io a sbagliare, a non saper gestire la società. Farò una verifica» dichiara, con parole che al di là delle buone intenzioni, un po’ di risentimento lo lasciano trapelare. «Devo dire però che 12 persone sono quelle che compongono una squadra che normalmente lavora in una stiva. Se arrivano due navi, o una nave con due stive, servono 20 persone. E poi nessuno lavora una stiva o una nave alla volta: quando ci sono i carghi ormeggiati si lavorano contemporaneamente e quando non ci sono impieghiamo gli operai nei cosiddetti servizi ancillari» aggiunge Dello Iacono facendo capire che se la salvaguardia per 12 lavoratori inserita nel bando significa che per svolgere l’attività nell’area in concessione “bastano” 12 lavoratori allora i conti non tornano. «12 addetti non giustificano l’intervento alla gara» conclude l’ad di Porto Spa confermando che la partecipazione della sua società è tutt’altro che scontata.



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