Sicurezza
Muore per un male volontaria e madre di 46 anni
Patrizia Bartoli era moglie del vicepresidente della Pubblica Assistenza, lascia un figlio di 8 anni
AVENZA. Una comunità in lutto, quella di Avenza. Una comunità intera che ha dato l’addio a Patrizia Bartoli, la madre di 46 anni scomparsa dopo aver lottato a lungo contro una malattia che l’ha strappata all’affetto del marito e dell’adorato figlio di otto anni.
Patrizia nell’Avenza vecchia se la ricordano tutti. Una donna dal sorriso contagioso, che non l’ha abbandonata nemmeno nei momenti più duri della malattia. Aveva vissuto a lungo in via Europa e poi si era trasferita nella zona della Centrale. Era socia del bar circolo Arci di via Menconi.
Il marito, Paolo Barattini, è conosciuto per il grande impegno nel mondo del volontariato: è vicepresidente della Pubblica Assistenza di Carrara.
E proprio dalla Assistenza di Carrara arriva un messaggio di cordoglio e affetto per l’amico Paolo.
«Tutta la Pubblica Assistenza si stringe attorno a Paolo, al figlio e alla sua famiglia - dice il presidente Fabrizio Giromella - Tutti, da me al consiglio fino ai volontari vogliamo esprimere il cordoglio per il grande dolore che ha colpito Paolo. Un pensiero va anche a Patrizia, una persona buona e generosa che ha lasciato un grande ricordo anche qui alla Pubblica Assistenza».
E il cordoglio per la morte di Patrizia arriva anche dalla gente di Avenza, quella che Patrizia conosceva e con la quale si confrontava sempre, con grande lucidità fino alla fine, fino a quando la malattia le permetteva di uscire, di andare a fare la spesa. Di fare tutte le cose “normali” che diventano quasi straordinarie quando si combatte, come faceva Patrizia con una malattia di quelle che non lascia scampo.
Eppure lei, con grinta, senza lamentarsi, ha cercato di essere sempre presente, ma anche come madre del suo adorato bambino di sette anni che frequenta la seconda elementare in una scuola di Marina di Carrara.
«Era un persona solare ed estroversa, molto conosciuta in tutta Avenza, aveva una parola buona per tutti. Ha affrontato la malattia con grande coraggio e forza e ha conservato la forza fino all’ultimo. Amava stare all’arai aperta e in compagnia e si è spenta con il sorriso». Così la ricordano con grande affetto gli amici di piazza Finelli che si stringono attorno al marito e al suo adorato bambino.
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