Il Tirreno

«Immaginavo sarebbe andata così»

«Immaginavo sarebbe andata così»

L’amarezza di Patrizia, la sorella della vittima. Il geologo: «Messo nel tritacarne»

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MASSA. «Sette anni che aspetto questa sentenza, ma dal primo momento mi ero immaginata che sarebbe andata a finire così». Poche parole per lo sfogo di Patrizia Manfredi, la sorella di Aldo, l’autotrasportatore di 45 anni inghiottito dal fango quella maledetta sera del 31 ottobre del 2010. La famiglia del camionista aveva da subito puntato il dito contro quel cantiere di messa in sicurezza della collina e non aveva voluto il Comune ai funerali. «Mio fratello - aveva raccontato in quei giorni la donna - è morto perché quei lavori sulla collina non andavano bene. Lui e i miei genitori hanno segnalato più volte che c'era qualcosa di sbagliato. Ma nessuno li ha ascoltati. Ed ecco quello che è successo». Il padre di Aldo, Alberto, che si era visto portare via il figlio in quel modo, più volte aveva protestato sotto il palazzo municipale, parcheggiando il suo camioncino rosso nei pressi dell’ingresso, scrivendo la sua rabbia su dei cartelli perché tutti li leggessero. Se ne è andato dopo pochi anni, senza sapere se giustizia era stata fatta oppure no.

Se da una parte c’è il dolore della famiglia Manfredi, dall’altra ci sono gli imputati. Soprattutto il geologo Riccardo Barbieri, difeso dall’avvocato Dino Del Giudice, che ha incassato un’assoluzione piena dopo che anche l’accusa aveva detto che doveva essere prosciolto. «Non ho capito perché sono finito a processo - si sfoga -. Le carte che hanno fatto dire al pubblico ministero (un magistrato diverso da quello che aveva condotto le indagini) che non avevo commesso il fatto sono le stesse che ho consegnato agli inquirenti due giorni dopo la frana. Sono amareggiato perché mi hanno messo nel tritacarne per sette anni, non un giorno. Quando sono stato indagato ho dovuto spiegare a mia figlia, che allora aveva appena dieci anni, che il suo papà non aveva fatto nulla. Non proprio una passeggiata. Anche perché in tutto questo tempo io non ho potuto lavorare con le pubbliche amministrazioni. Ero innocente ma non riuscivo a trovare qualcuno che lo dicesse mettendo un punto fermo. Lo hanno fatto oggi. Almeno questa soddisfazione me la sono tolta».

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