La manifestazione
Esce dal pronto soccorso, cade e muore. La famiglia presenta denuncia
L’uomo, storico macellaio, era stato appena dimesso. La famiglia sporge denuncia: vogliamo che si faccia chiarezza
MASSA. È lunedì pomeriggio, sono da poco passate le 16 quando Maurizio Biz, 68 anni, storico macellaio di Montignoso, esce dal pronto soccorso. Ha in mano il certificato di dimissione: il suo quadro clinico non è dei migliori, ma non ci sono manifestazioni acute delle patologie e lui si prepara a tornare a casa. La moglie, Rosanna Berti, raggiunge l’auto nel parcheggio e Maurizio, per evitare di stancarsi, l’aspetta di fronte all’ingresso del pronto soccorso. Qualche minuto e Rosanna torna, a bordo dell’auto, ma il marito non c’è più: è stato riportato all’interno, è caduto - le riferiscono. Una caduta, un’emorragia, un rapido peggioramento. Maurizio Biz viene trasferito d’urgenza a Pisa, in elisoccorso, ma quando arriva a Cisanello i medici già accertano la morte cerebrale. Qualche ora e il cuore del sessantottenne si ferma.
E adesso Rosanna e le figlie, Romina e Catia Biz, vogliono vederci chiaro. Ci tengono a dire che loro il dito non lo puntano contro nessuno, il capro espiatorio non lo cercano, hanno bisogno, però, «di capire, di ricostruire l’accaduto, di fare luce, di comprendere cosa sia successo». Hanno bisogno di lenire il dolore con la chiarezza. È per fare chiarezza che, assistite dagli avvocati Alessandro Fontana e Luca Benedetti, hanno presentato in Procura una denuncia contro ignoti. L’atto è stato trasmesso alla Procura di Pisa perché è a Pisa che è avvenuto il decesso. La denuncia è sulla scrivania del sostituto procuratore Miriam Pamela Romano. È già stata disposta l’autopsia sul corpo di Maurizio Biz e questa mattina sarà affidato l’incarico al medico legale.
La famiglia Biz non usa toni accusatori, ma chiede che sia ricostruito l’accaduto: «Da qualche settimana - spiega la moglie, assistita dai legali - Maurizio non stava bene. Aveva giramenti di testa, era anemico, presentava valori molto bassi di potassio e delle piastrine. Visto il suo quadro clinico, il medico di famiglia aveva predisposto per lui un foglio di ricovero. Tanto che eravamo arrivati in pronto soccorso con pigiama e valigie».
In ospedale il sessantottenne viene sottoposto ad una serie di accertamenti: «Gli è stato fatto - puntualizzano i due avvocati - un rx torace, un’eco addome, una tac cranica e una visita dall’otorino. Alle 16 e 4 minuti è stato dimesso». Ma alle 16 e 31 Maurizio Biz, dopo una caduta, rientra in pronto soccorso, stavolta con un’emorragia in corso accertata da una seconda Tac: «Sono arrivata di fronte all’ingresso - racconta la moglie - e non ho l’ho visto, non c’era più. Mi sono allarmata, mi hanno detto che era caduto. Sono entrata e sono riuscita a vederlo: era cosciente, mi ha parlato. Poi i medici mi hanno detto che lo avrebbero sottoposto ad una seconda Tac». Quella che accerta l’emorragia in corso.
«Quando l’ho rivisto - prosegue la moglie - era confuso. Mi è stato riferito che lo avrebbero trasferito d’urgenza a Pisa, con l’elisoccorso ma a Cisanello, purtroppo, è arrivato in morte cerebrale. E la mattina dopo è deceduto. È una tragedia per noi, pensavamo che lo avrebbero ricoverato, non immaginavamo - a sostenere la mamma c’è Romina - di non vederlo più».
E adesso la famiglia chiede agli inquirenti di ricostruire l’accaduto, di capire se e come sia caduto l’uomo di fronte all’ingresso del pronto soccorso, di stabilire, se possibile, un rapporto causa effetto per comprendere se sia stata la caduta - puntualizzano i legali - a determinare l’emorragia. O viceversa. A fare chiarezza certamente contribuirà l’autopsia.
LA RISPOSTA DEL PRIMARIO
Alberto Conti, il primario del pronto soccorso, assicura che Maurizio Biz è stato visitato e sottoposto a tutti gli accertamenti del caso e chiarisce che a causare la morte è stata la caduta . «Caduta accidentale che ha determinato l’emorragia, facilitata - spiega il medico - da una patologia al fegato che rende difficoltosa la coagulazione del sangue. La stessa cosa, purtroppo, sarebbe accaduta se l’uomo fosse caduto in qualsiasi altro posto. Il paziente era stato dimesso - spiega Conti- perché dopo tutti gli esami del caso, era stato valutato stabile, nonostante la sua patologia. Non aveva né malattie infiammatorie, né patologie acute. Per questo è stato mandato a casa solo che, rimasto nel piazzale, in attesa che la moglie tornasse a prenderlo con l’auto, è caduto. L’emorragia, lo conferma l’esito della tac a cui è stato sottoposto, è di natura post traumatica facilitata dai problemi di coagulazione del sangue che aveva il paziente. Ci dispiace per la famiglia, ma i medici hanno agito con la massima correttezza e attenzione».
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