Il Tirreno

Spiaggetta off limits cominciano i lavori

di Chiara Sillicani

Dopo anni, si prelevano i campioni per rimuovere il materiale

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MASSA. Di reti arancioni di fronte alla colonia Torino, nel cuore del litorale apuano, se ne sono viste tante. E non sono mai state una bella notizia. Oggi, invece, una bella notizia lo diventano perché smettono di delimitare una zona off limits a tintarella e balneazione e diventano confine di un’area di cantiere. Tradotto: da quelle parti sono in corso i lavori - il primo step dei lavori - per bonificare l’area, rimuovere tutti gli inerti nascosti sotto milioni e milioni di granelli di sabbia e riconsegnare uno dei tratti più belli del litorale a massesi e turisti.

Sono le 11 quando ieri mattina una mega ruspa si presenta all’ombra della colonia Torino: gli operai delimitano tre aree di cantiere e si preparano ad altrettanti carotaggi. Scenderanno fino ad una profondità di tre metri per raggiungere lo strato sottostante il vecchio deposito di inerti, preleveranno i campioni, quindi li invieranno ad appositi laboratori. Ci vorrà una ventina di giorni per scoprire cosa sia finito là sotto, proprio a due passi - e non in senso metaforico - dal mare. Poi, definita la natura del materiale, scatterà la fase B, quella più importante, quella della rimozione.

I problemi di quel tratto di costa sono datati: una trentina di anni fa qualcuno realizza in quella spiaggia libera un riempimento del terrapieno gettando di tutto e di più. E nel “piazzale” finiscono anche mattoni e residui della lavorazione del marmo. Ma sono tempi d’oro, la sabbia è tanta, tantissima e quello che ci sta sotto rimane un mistero. La natura, però, cambia le carte in tavola e comincia riportarsi via i granelli che ha “regalato”: l’erosione rivela cosa si nasconde sotto la sabbia. È il 2008 quando l’area finisce sotto sequestro (a disporlo è la Finanza). Nella primavera del 2009 (dopo il dissequestro) il Comune, con il supporto dell’Asmiu, fa un intervento di pulizia. Non definitivo e risolutivo, però. Così quando il mare torna ad erodere con insistenza ecco fare bella mostra di sè, sulla spiaggia, mattoni, piastrelle, cemento. Siamo nel 2014 e la Capitaneria, a garanzia della sicurezza pubblica, impone la delimitazione dell’area. Addio anche ai bagni: non è escluso che i “rifiuti” siano finiti sotto il livello dell’acqua. Palazzo civico esegue: rete arancione per circa 150 metri (corrispondente alla vasca delimitata da due scogliere) e divieti di accesso e di balneazione. L’area è all’interno del Sir (sito di interesse regionale). A sbloccare la situazione arriva un accordo di programma tra Ministero all’ambiente, Regione, Comune e Sogesid, società in house del Ministero. Grazie a quell’accordo e ai 3 milioni messi sul tavolo, qualcosa - più di qualcosa - si sblocca. Fino all’avvio dei carotaggi ieri mattina. Ai campioni i tecnici hanno già dato un’occhiata e dall’esame visivo sembra si tratti di inerti e di piccoli pezzi di marmo. Niente amianto: solo quello ritrovato in superficie qualche anno fa, probabilmente abbandonato da chi ha pensato di usare l’area come discarica. Analizzato il materiale - fa il punto Uilian Berti, vicesindaco con delega all’ambiente - sarà definito il progetto di bonifica. Addirittura, in caso di presenza esclusiva di inerti, potrebbe bastare una semplice rimozione. A bonifica fatta, sarà la volta del riempimento. Il dialogo tra Regione e Genio Civile è già in corso. Obiettivo: dire addio ai divieti per l’estate 2018.

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