Il Tirreno

le critiche della commissione 

«Lavello? Già dragato ma senza fare bonifiche»

«Lavello? Già dragato ma senza fare bonifiche»

MASSA. Per ripulire il suo fondale dai detriti è stato investito un milione di euro. Ma le operazioni di dragaggio del torrente Lavello non convincono affatto i consiglieri della commissione ambiente...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Per ripulire il suo fondale dai detriti è stato investito un milione di euro. Ma le operazioni di dragaggio del torrente Lavello non convincono affatto i consiglieri della commissione ambiente del Comune. Ieri, durante il sopralluogo della commissione, le criticità sollevate sono state diverse. E l’investimento di un milione di euro, 900.000 stanziati dalla Regione e 100 mila dal Consorzio di Bonifica, è stato definito «perfettamente inutile». Percorrendo le sponde del torrente si ha l’impressione di entrare in una enorme discarica a cielo aperto. Lungo gli argini del Lavello sono state abbandonate montagne di rifiuti, tra ruote di gomma, televisori e materiali di ogni genere. Scendendo verso mare la situazione, se possibile, peggiora. Ed è proprio in quel tratto che le operazioni di dragaggio sono state già effettuate. Da progetto l’investimento si è reso necessario per ripulire i fondali del torrente da eventuali detriti che potrebbero impedire il regolare deflusso delle acque. Le operazioni di dragaggio realizzate dagli operai della ditta incaricata prevedono di sezionare in fasce da 80 metri il torrente. Dopodiché ogni sezione viene prosciugata, e dal fondale vengono rimossi dai 25 ai 30 centimetri di terra.

«Terra che è stata per cinquant’anni contaminata dagli scarichi della Rumianca e della Farmoplant - interviene il consigliere Luca Anghelè - per questo il torrente è stato inserito nell’elenco delle aree Sisbon, cioè nel sistema informativo dei siti interessati da procedimento di bonifica». Con una lettera indirizzata al Consorzio di Bonifica, il consigliere Anghelè e la consigliera Luana Mencarelli avevano evidenziato all’ente la necessità di bonificare l’area prima delle operazioni di dragaggio come previsto dalla legge regionale 25 del 1998 . Durante il sopralluogo particolari critiche sono state rivolte anche nei confronti delle modalità di dragaggio. «Sono iniziate proprio a metà del torrente - spiega il presidente della commissione ambiente, Nicola Cavazzuti - mentre era più logico che partissero dal tratto di via Dorsale, proprio sotto Alteta. Partire insomma dai monti per poi proseguire verso il mare. È un intervento inutile. Dal 2007 al 2017 durante la conferenza dei servizi avevamo individuato una procedura da seguire per le operazioni in quest’area. Perché non si segue quella procedura? Quando si movimenta questo terreno è necessaria una bonifica».

Camilla Palagi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa