Sicurezza
Banchina Taliercio: metà alle navi da crociera
Parte la gara per la concessione, 500 metri saranno riservati ai cargo Nel bando tutele per 12 lavoratori. Ma se Porto Spa lascia sono a rischio 50 posti
CARRARA. Aria di novità al Porto di Marina di Carrara. Ieri sul sito dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale è stato pubblicato il bando di gara per l’assegnazione delle concessioni delle banchine Taliercio e Chiesa per l’insediamento di attività commerciali.
Per lo scalo marinello si tratta di una piccola grande rivoluzione perché per la prima volta da quando le crociere hanno iniziato ad attraccare nel porto apuano, viene imposta una divisione “fisica” tra la funzione turistica e quella commerciale.
Fino a oggi infatti i viaggiatori che sbarcavano sulla Taliercio erano costretti a “fare lo slalom” tra mezzi da lavoro e carichi di merci. A breve non sarà più così. E questo perché il bando di gara - che scade il 26 marzo - prevede che l’attività commerciale sia concentrata nei primi 500 metri della Taliercio, nel tratto di ponente della banchina. Qui dovranno essere confinati i mezzi e le merci dell’attività commerciale perché l’ultimo tratto dell’area, quello verso levante, sarà riservato alle crociere. Il vincolo non riguarda tanto l’attracco delle navi – le imbarcazioni con i turisti e le navi da carico potranno ormeggiare indifferentemente lungo la banchina – ma i mezzi da lavoro e le merci che dovranno essere posizionati nei 500 metri della banchina. Quest’area sarà contigua alla superficie della banchina Chiesa che viene assegnata con lo stesso bando di gara, altri 190 metri destinati all’attività commerciale. Si tratta della parte “utilizzabile” della Chiesa, che nella zona più spostata verso l’entroterra manterrà sostanzialmente le sue funzioni storiche.
Complessivamente il bando mette a gara un totale di 20.255,16 metri quadrati di area scoperta, a cui si aggiungono 2.449,84 metri quadri di magazzini. La concessione avrà una durata decennale L’importo a base di gara soggetto al rialzo è stato stabilito dall’ dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale in 2.106.354,20 in euro e il concessionario dovrà dunque corrispondere all’ente della presidente Carla Roncallo, una rata annuale pari ad 1/10 dell’offerta presentata in gara, vale a dire 210.635,42 euro all’anno.
All’articolo XV, il bando prevede anche delle garanzie occupazionali nel caso in cui lo storico concessionario di quegli spazi, la Porto di Carrara Spa, non partecipi o non si aggiudichi la gara: «Al fine di promuovere la stabilità occupazionale nel rispetto dei principi dell' Unione Europea, l’aggiudicatario della presente procedura e futuro concessionario è tenuto ad assorbire nel proprio organico e per la durata della concessione, il personale (almeno 12 unità) già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente». Una precisazione che accoglie, ma solo in parte, la richiesta lanciata sia dai sindacati di categoria sia da Porto dopo che la società di Enrico Bogazzi aveva ventilato un possibile addio allo scalo marinello. A seguito della decisione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale di procedere alla gara, infatti l’amministratore delegato della spa Paolo Dello Iacono aveva annunciato che la sua società era pronta a fare i bagagli alla volta di Porto Marghera, e aveva chiesto un vincolo di salvaguardia nel nuovo bando di gara, per 50 dipendenti, ovvero il personale che rimarrebbe disoccupato nel caso la società lasciasse il porto di Marina di Carrara.
L’ente della presidente Roncallo ha inserito sì il vincolo, ma per soli 12 lavoratori, quelli che secondo l’Autorità Portuale sarebbero effettivamente impiegati sulla banchina Taliercio.
Adesso col bando pubblicato sarà importante capire se Porto di Carrara Spa deciderà di partecipare o meno alla gara. In caso negativo, infatti, nonostante la salvaguardia occupazionale si prefigurano almeno 38 posti di lavoro a rischio.
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