Il Tirreno

Badalamenti si difende

Truffa per i corsi di guardia ambientale, il massese in aula a Grosseto

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MASSA. «Non ho mai promesso un’assunzione alla fine del corso; non ho mai detto che avrei rilasciato il decreto di guardia ambientale; non ho preso i soldi delle iscrizioni»: lo ha dichiarato Simone Badalamenti, originario di Campiglia Marittima e residente a Massa, imputato a Grosseto di truffa in qualità di presidente dell’associazione Corbia (Corpo boschivo ittico ambientale) che più di tre anni fa aveva organizzato corsi per aspiranti guardie nella città maremmana. Secondo l’accusa il massese aveva assicurato agli studenti un impiego alla fine del corso. «Io ho solamente organizzato il corso» si è difeso l’imputato, smentendo le testimonianze di chi parlava di promesse di stipendi tra i 900 e i 1.500 euro. Badalmenti ha anche spiegato di aver potuto tenere le lezioni del corso a fronte di una misura restrittiva all’epoca a suo carico perché questa sarebbe stata in vigore solamente dalle 8 alle 23.

Il massese ha smentito di aver preso del denaro, rimandando la richiesta di chiarimenti alla segretaria Monica Gianfaldoni, che ha detto di non aver potuto denunciare in quanto delegata alla riscossione dei soldi. A Badalamenti sono state mosse contestazioni anche sulla mancanza di accreditamenti del Corbia presso enti e istituzioni e sulla discrepanza tra le sue dichiarazioni in aula e il contratto fatto firmare ai corsisti. Lui ha spiegato che gli studenti avrebbero dovuto richiedere singolarmente il rilascio del diploma.

Pierluigi Sposato

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