Il Tirreno

Caccia alla banda degli specialisti

di Cinzia Chiappini
Caccia alla banda degli specialisti

Hanno oscurato tutte le telecamere, il colpo preparato nei dettagli

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CARRARA. Che non fosse un blitz improvvisato lo si era capito fin da subito, per come i malviventi sono riusciti a introdursi nella villa, per come hanno saputo mettere fuori gioco i cani da guardia e anche per il modo in cui sono stati in grado di dileguarsi. Per chi nutrisse ancora dei dubbi sulla premeditazione del colpo - il «più grave mai visto in provincia e nella mia carriera» ha detto il Procuratore Capo della Repubblica Aldo Giubilaro - ieri è trapelata la notizia che le telecamere di videosorveglianza installate dai privati residenti nella zona attorno a Villa Franchi, nel quartiere di Monteverde, erano state tutte preventivamente messe fuori gioco. Un elemento questo che confermerebbe l’ipotesi di un colpo pensato e studiato, probabilmente da un gruppo di criminali “navigati”. Una rapina particolarmente violenta quella di sabato sera, che oltre ai danni materiali è costata un pesante choc a tutta la famiglia e due costole rotte al padrone di casa, l’imprenditore del marmo Alberto Franchi. Parenti e amici adesso fanno quadrato e si chiudono nel massimo riserbo, inclusi gli ospiti che sabato sera, hanno di fatto contribuito a sventare il colpo, costringendo con il loro arrivo la banda a un’improvvisa fuga. Chissà se questa accelerazione dei tempi possa aver spinto i malviventi a commettere un errore, un passo falso che potrebbe rivelarsi “prezioso” per gli inquirenti.

Sì perché se l’ingresso a Villa Franchi è andato come da programma, la conclusione della rapina è stata affrettata dagli ospiti che arrivati per la cena, non ricevendo risposta dai padroni di casa, hanno iniziato a far squillare citofono e telefoni, mettendo in allarme i ladri.

L’incubo della famiglia Franchi era iniziato, lo ricordiamo, sabato alle 20, come diciamo sopra. Un’ora circa di tempo, durante la quale nonostante la concitazione per il fatto che Franchi non si ricordasse la combinazione della cassaforte - come ha spiegato nell’intervista qui sopra, ricordava i numeri ma non la sequenza - i banditi si sono sempre mossi da professionisti. Legando i figli e la moglie senza pietà, picchiando in modo scientifico il padrone di casa, in modo tale da provocargli dolore forte ma senza che perdesse conoscenza. E poi, anche di fronte all’arrivo degli amici per cena, hanno mantenuto la freddezza di prendere i server delle immagini. Insomma, una banda di specialisti, probabilmente slavi o comunque dell’Est come ha confermato Franchi, che avevano preparato con cura il colpo. Con l’unica variabile non prevista dell’amnesia da choc di Alberto Franchi.

Il compito dei Carabinieri, che hanno intensitificato fin da subito ricerche e posti di blocco, non sarà semplice. Ma le forze dell’ordine hanno molte risorse di intelligence e capacità investigative, e quindi chissà che anche a breve non possano esserci sviluppi.

Cinzia Chiappini

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