Sicurezza
«Troppe officine abusive» La Cna: denunciatele
Meccanici irregolari al lavoro in garage e sotto casa, già scoperti due casi L’associazione degli artigiani invita alle segnalazioni. «È concorrenza sleale»
AULLA. Officine abusive: nei mesi scorsi le forze dell’ordine hanno scoperto due attività irregolari in Lunigiana. Si tratta, probabilmente, della punta dell’iceberg di un fenomeno piuttosto diffuso. Ne è convinta la Cna provinciale che alcuni mesi fa aveva lanciato un allarme in questa direzione che, evidentemente, non è rimasto inascoltato.
Non c’è, dunque, solo la piaga della concorrenza sleale nel settore dell’estetica, ad esplodere, durante il periodo della crisi: anche il settore parallelo delle motoriparazioni ha portato alla nascita di officine illegali in garage e capannoni. «La crisi economica – spiega Giacomo Cucurnia, referente provinciale Cna – ha prodotto un mercato nero alimentato spesso da ex dipendenti di aziende od officine meccaniche “regolari” che hanno chiuso o che hanno ridimensionato il personale o che per arrotondare, nel tempo libero, cambiano pasticche dei freni, olio, cinghie nel parcheggio di casa. Un mercato reso possibile soprattutto dalla facilità di reperire i pezzi di ricambio, sia nei negozi di forniture sia tramite internet e sospinto dalla convenienza degli interventi. Interventi che, però, non offrono nessuna garanzia al consumatore. Chi si rivolge ad un motoriparatore abusivo deve sapere che non ha nessuna garanzia e che sta sostenendo un mercato che danneggia tutti, non solo gli addetti ai lavori».
Secondo una stima di Cna sono decine le officine nascoste dentro garage e capannoni che non rispettano le regole. «Invitiamo i titolari delle officine che lavorano alla luce del sole a segnalare, in forma anonima, alla nostra associazione – spiega ancora Cucurnia – casi di officine abusive. Sarà nostra cura rivolgersi agli organi competenti che hanno dimostrato, anche in questa occasione, di essere molto attente alle problematiche delle imprese». Cna ricorda che sono previste sanzioni anche per i clienti. «La nostra attività di sensibilizzazione è rivolta anche ai cittadini – conclude Cucurnia – che forse non sanno cosa rischiano. Rischiano una sanzione molto pesante».
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