Attenzione
Spintermar: la Uil replica a Claudio Lalli
CARRARA. «Hanno accusato il nostro sindacato di aver “convinto i lavoratori a rinunciare ai loro diritti incluso quello di impugnare il licenziamento per una cifra vergognosa”. Cosi non è stato». Lo...
CARRARA. «Hanno accusato il nostro sindacato di aver “convinto i lavoratori a rinunciare ai loro diritti incluso quello di impugnare il licenziamento per una cifra vergognosa”. Cosi non è stato». Lo scrive in una nota, in merito alla vicenda Spintermar, il segretario Uiltrasporti Rolando Bellè. «Contrariamente a quanto sostenuto nessuno ha convinto, tantomeno costretto i lavoratori (almeno quelli da noi tutelati) a rinunciare ad ogni pretesa, ivi inclusa l'impugnazione del licenziamento, tantomeno, "per 100 euro erogati a titolo di incentivo all'esodo". I lavoratori interessati lamentavano esclusivamente il mancato pagamento delle ultime mensilità- spiega - Nessun’altra rivendicazione, pur avendo verificato ciascuno la propria posizione. Non necessariamente i rapporti di lavoro devono concludersi con cause. Non necessariamente il lavoratore deve avere rivendicazioni ulteriori e deve optare per una vertenza». «Ricordiamo invece che, anche in questa occasione, non solo abbiamo ottenuto in sede sindacale (senza far intervenire legali o rivolgerci all'Autorità giudiziaria) tutto quanto dovuto ai lavoratori ed in un'unica soluzione ma addirittura, nel rispetto del nostro ruolo, che anche l'avvocato Claudio Lalli ha ricordato abbiamo "lottato ed ottenuto il più possibile per i lavoratori", garantendo ai nostri assistiti un posto di lavoro. Gli stessi sono stati invero assunti da altra ditta senza perdere nemmeno un giorno di stipendio».
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