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La ricerca della legalità comincia a scuola

La ricerca della legalità comincia a scuola

CARRARA. Un viaggio nei temi della legalità e della giustizia, quello dei due convegni organizzati da Erp Massa Carrara e Centro Lunigianese per gli studi giuridici, con il patrocinio del Ministero...

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CARRARA. Un viaggio nei temi della legalità e della giustizia, quello dei due convegni organizzati da Erp Massa Carrara e Centro Lunigianese per gli studi giuridici, con il patrocinio del Ministero della Giustizia e dell'Ufficio Scolastico Regionale. Protagonisti delle due giornate sono stati i ragazzi delle scuole, che per la prima volta si avvicinavano a concetti difficili, spiegati - però - in modo semplice e accessibile dai relatori, Francesco Caringella (presidente della V Sezione del Consiglio di Stato, già Commissario di Polizia e Magistrato penale del Tribunale di Milano durante il processo “Mani Pulite”) e Michele Corradino (magistrato, Consigliere di Stato, vice Presidente di Anac, e Premio Borsellino 2016 per il suo impegno nella legalità), coadiuvati e mediati da Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia. «Questi incontri – ha detto Ferri in apertura – vogliono avviare un percorso di educazione alla legalità, accrescere la consapevolezza degli studenti sulle tematiche dell'anticorruzione e della giustizia, stimolando l'impegno comune verso un cambiamento in direzione di un maggior senso di responsabilità». Francesco Caringella, con il suo libro “Dieci lezioni sulla giustizia”, presentato nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale, ha spiegato magistralmente quello che è ogni giorno il ruolo del giudice, quale uomo che si trova a decidere della vita di altri uomini, in un estremo atto di amore teso alla rieducazione e al reinserimento del reo nella società. Michele Corradino, che ha presentato il suo libro “È normale...così fan tutti”, nella biblioteca dell'Istituto Zaccagna, di fronte alla presenza del sindaco Francesco De Pasquale, ha spiegato agli studenti come la nostra epoca abbia lentamente banalizzato la corruzione, adattandosi all'idea che il malaffare e la disonestà facciano parte delle trame del nostro Paese, “normalizzando” quindi un reato. Il suo scopo, insieme al procuratore Aldo Giubilaro, seduto accanto a lui, è stato quello di infondere rabbia fra i ragazzi, far trovare loro il coraggio di denunciare, instillare loro la fiducia necessaria per poter diventare i professionisti onesti di domani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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