La manifestazione
Lucciola uccisa, possibili nuove indagini
Il presunto colpevole è riuscito a scappare. Ma potrebbero ripartire le ricerche
MASSA. Il risalto dato all’omicidio della prostituta albanese Edleva Elko, 23 anni, avvenuto venti anni fa, di fatto ha riaperto il caso. Perché anche se il fascicolo è stato archiviato il presunto colpevole non è mai stato processato. Nini Koco era stato arrestato pochi mesi dopo il delitto della ventitreenne nella ex Jugoslavia ma poi era riuscito a fuggire prima dell’estradizione e da allora di lui non se ne sa più niente. Potrebbe essere morto o avere cambiato identità. La procura però potrebbe decidere di fare un tentativo per mettere la parola fine sulla vicenda e per rendere giustizia alla povera Edleva. Come aveva già fatto nel 2003 quando aveva spiccato un secondo mandato di cattura.
Un’inchiesta non semplice quella condotta dal sostituto procuratore Roberto Bufo (il magistrato arrestato poco tempo fa con l’accusa di turbativa d’asta per aver manipolato delle vendite di immobili all’asta) e dall’allora capo della squadra mobile Armando Puccinelli. In un primo momento la prostituta massacrata di botte era stata identificata come Mikela Mica, nata a Korce (Albania) il 29 agosto 1981. Aveva appena diciassette anni. Poi però la procura trovò delle incongruenze con quella identità e furono ripetuti dei rilievi che portarono alla vera identità della vittima. Merito dei dati fotodattiloscopici in possesso dei laboratori scientifici della questura di Massa. Anche l'identificazione del suo assassino era arrivata dopo pochi giorni. E il suo nome Era Nini Koco, trentacinque anni. Fu spiccato un mandato di cattura internazionale e il sospettato fu anche preso e arrestato nella ex Jugoslavia. Ma prima di essere estradato riuscì a sfuggire. e da allora non si sa più nulla di lui. Il fascicolo così fu chiuso senza aver consegnato alla giustizia il colpevole. L'appartamento in cui fu trovato il cadavere riverso sulla vasca da bagno, era stato preso in affitto da un'altra persona che aveva poi dato ospitalità alla ragazza. Il decesso, come hanno confermato gli esami autoptici eseguiti era stato causato dal pestaggio subito dalla giovane albanese. Il medico legale aveva accertato la frattura della settima vertebra, fratture costali multiple, emorragie interne e traumi al collo: lesioni provocate da pugni e calci. L'assassino aveva infierito sulla ragazza anche quando questa aveva ormai perso conoscenza. Anche perquesto sarebbe giusto trovarlo.
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