Il Tirreno

Influenza, calano del 20% gli accessi in ospedale

di Alessandra Vivoli
Influenza, calano del 20% gli accessi in ospedale

Il primario del Pronto Soccorso Alberto Conti: stiamo uscendo dal picco ma l’epidemia non è finita. A gennaio 180 pazienti al giorno, ora scesi a 140

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MASSA. Siamo ancora “dentro” l’epidemia influenzale ma, per fortuna, il picco sembra davvero passato, proprio come da previsione. Il Pronto soccorso del Noa comincia a tirare il fiato, se così si può dire, visto che gli accessi si attestano sempre sui 140/150 al giorno, anche se rispetto al mese di gennaio c’è stata una flessione del 20%. Proprio quel 20% di utenza che fino alla scorsa settimana ha fatto ricorso al reparto di emergenza per quel che riguarda bronchiti, polmoniti e tutte le altre complicazioni legate all’epidemia influenzale.

Influenza: siamo fuori dal picco. Il peggio di una influenza che ha messo a letto milioni sembra proprio che ce lo siamo lasciato alle spalle. La conferma il primario dle Pronto soccorso del Noa, Alberto Conti.

«Non possiamo ancora dire di aver superato l’epidemia influenza le - spiega il dottor Conti - Ma siamo fuori dal picco, questo possiamo affermarlo anche perché è andato di pari passo con una flessione, parti al 20%, degli accessi giornalieri al Pronto soccorso. I casi di polmoniti, bronchiti e complicazioni legate all’influenza nei primi giorni di febbraio sono decisamente in calo».

I numeri: dai 140 ai 150 accessi al giorno. Si tratta sempre di grandi numeri, considerato il bacino di utenza che copre il Noa, ma comunque in flessione rispetto al mese di gennaio dove, a causa dell’influenza, sommata al resto delle patologie che sono causa di accesso al Pronto soccorso, i pazienti nel reparto di prima emergenza sono stati davvero parecchi. Ci sono i numeri, e si parla di una media, per quel che riguarda il mese scorso, di 180 accessi al giorno.

Numero di accessi che è cominciato a calare nella prima settimana di febbraio: il primo i pazienti sono stati 148, dieci di meno, 138 il 2 febbraio, 149 il 3 febbraio e 120 il quattro. Unico dato in controtendenza quello della giornata del 5 febbraio scorso dove gli accessi al pronto soccorso sono stati 184: la media comunque è in calo rispetto a gennaio e si attesta su un 20 % in meno.

«Restano le patologie di sempre, quelle che portano i pazienti al Pronto soccorso - sottolinea il primario Conti - ma sono in netto calo gli accessi per problemi e complicazioni varie legate alla sindorme influenzale».

«I bambini vengono subito monitorati». Il dottor Conti fa chiarezza su come si affrontano, e soprattutto si è affrontata, l’aumento di accessi al Pronto soccorso, per l’influenza, per quel che riguarda i bambini. Quando i piccoli hanno la febbre molto alta, sintomo legato in modo particolare all’epidemia di quest’anno, spesso i genitori, preoccupati, ricorrono al Pronto Soccorso.

«I bambini vengono immediatamente monitorati - spiega il dottor Conti - e poi, qualora ci sia bisogno, passano dalla pediatria». Si parla di tempi di gestione, non di attesa: questo è bene specificarlo ancora una volta. Se un bambino, ma un paziente in generale aspetta dopo essere stato comunque monitorato si parla di gestione, non di attese. E per le urgenze vale sempre la corsia preferenziale».

Insomma il primario assicura che la macchina del Pronto soccorso del Noa ha funzionato bene anche durante l’emergenza e continua a farlo anche adesso che gli accessi sono tornati alla normalità. Una normalità, lo ribadiamo, fatta comunque sempre di grandi numeri: a oggi circa 140 ogni giorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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