Il Tirreno

«Ferri con il Pd? Ok, ma ora combatta il centrodestra»

«Ferri con il Pd? Ok, ma ora combatta il centrodestra»

I Dem pontremolesi parlano di criticità per la candidatura del sottosegretario Mazzoni: ci aspettiamo un apporto concreto per superare la giunta Baracchini  

3 MINUTI DI LETTURA





PONTREMOLI. «Questa candidatura, per quanta prestigiosa, presenta alcune criticità per il partito locale: tale considerazione deriva dalla radicale differenza di posizione tenuta alle elezioni comunali del 5 giugno 2016». È arrivata l'inevitabile reazione da parte della segreteria del Partito Democratico di Pontremoli alla candidatura di Cosimo Ferri. Una presa di posizione che da più parti ci si attendeva perchè la decisione del sottosegretario alla Giustizia di presentarsi all'uninominale con il centrosinistra è una scelta dirompente che va a modificare equilibri locali consolidati. Perchè il magistrato, pur non avendo tessere, è un importante rappresentate della famiglia che da oltre 20 anni è uno dei simboli del centrodestra in provincia come del resto testimonia il ruolo che ha il fratello Jacopo in Forza Italia. E questo è particolarmente vero per gli elettori pontremolesi di centrosinistra che da anni devono convivere con i successi elettorali della parte avversa. Quindi era inevitabile attendere da parte del Pd pontremolese una qualche reazione, anche per dare delle indicazioni agli elettori di centrosinistra rimasti perplessi e confusi dalla presenza di Ferri come candidato.

Una segreteria locale che è stata recentemente rinnovata, con Francesco Mazzoni che ha preso il posto di Roberta Longinotti alla guida del partito cittadino e che si prepara « al primo importante appuntamento elettorale con le elezioni politiche del 4 marzo». Un progetto politico che, sottolineano dal Pd locale, è di portare il partito a rappresentare una guida politica solida e radicata in tutto il territorio provinciale, «ricostruire un partito coeso, unito e unitario e impegnarsi con ogni forza perché il Pd possa vincere e governare il paese nei prossimi cinque anni». Ma, inevitabilmente, il nodo da sciogliere è la candidatura di Ferri (già sottosegretario nei governi Letta, Renzi e Gentiloni, è stato candidato da Matteo Renzi alla Camera dei Deputati nelle fila del Pd) che «pur prestigiosa presenta delle criticità».

Dal Pd si sottolinea la volontà inclusiva: «È con assoluto rispetto che accogliamo tra noi il dottor Cosimo Ferri, certi che saprà spendersi al meglio per il territorio, per il partito e per tutti i pontremolesi. Convinti che farà suoi tutti i valori di un grande partito di centro sinistra, decisamente opposto a ogni populismo, nuovo e vecchio». Ma è necessario però, ragiona il Pd pontremolese, che Ferri sia “coerente”. E per questo chiede allo stesso Ferri «un apporto politico concreto, sostanziale ed efficace, che permetta al Pd di Pontremoli di realizzare un’opposizione ancora più forte e incisiva, per realizzare il nostro progetto di sviluppo del territorio e per superare l’attuale amministrazione comunale di centrodestra». Una richiesta che, visto il forte legame (testimoniato anche da alcune dichiarazioni di voto di rappresentanti dell'amministrazione certo non vicini al Pd) che il sottosegretario ha nei confronti dell'amministrazione Baracchini pare poco e concretizzabile.

Riccardo Sordi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web