Il Tirreno

«Pentastellati immobili» L’attacco dei mazziniani

«Pentastellati immobili» L’attacco dei mazziniani

L’associazione critica l’amministrazione comunale: «I vaffaraduni non bastano» L’intervento alla vigilia dell’anniversario della nascita della Repubblica Romana

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CARRARA. «Che cosa trattiene i nuovi amministratori dal fare finalmente la riforma degli agri marmiferi, creare sbocchi occupazionali, mettere in sicurezza le scuole, evitare il dissesto ambientale delle Apuane? Se hanno difficoltà a risolvere questi problemi, perché si sono candidati ricorrendo alla scorretta propaganda “loro sono vecchi e corrotti, noi siamo nuovi e puri”? La cittadinanza è disposta a pazientare ancora per un tempo ragionevolmente breve ma poi bisognerà concretizzare perché, a parte i proclami, a tutt’oggi abbiamo assistito soltanto ad uno sconfortante immobilismo dovuto alla paura di sbagliare e alla carenza nella visione d’insieme su come dovrebbe funzionare il “sistema Carrara”» E’ l’attacco dell’Associazione Mazziniana di Carrara alla volta dell’amministrazione pentastellata accusata di starsene «arroccata nel suo fortino per nascondere l’incapacità di prendere decisioni e programmare un progetto di rilancio della città. Abbiamo bisogno di amministratori pubblici che fondino la loro forza sulla bontà delle idee e dei valori, non sugli slogan o sui “vaffa-raduni”». Secondo i mazziniani carraresi «non è così che si aggrega un movimento che intende assumersi responsabilità politiche. Esauritasi la giocosa fase degli slogan, bisogna dimostrare di avere i requisiti giusti, ossia competenza, trasparenza e totale assenza di interessi personali». I mazziniani invitano i cittadini «alla partecipazione attiva alla vita pubblica. Di fronte al degrado politico, sociale, economico, culturale e morale, i cittadini devono scrollarsi di dosso un pericoloso senso di rassegnazione e devono affidarsi allo spirito risorgimentale, a quello resistenziale, a quell’atteggiamento responsabile di cooperazione e partecipazione che animò la Ricostruzione nell’immediato dopoguerra». «Il nostro appello mazziniano invoca il sacrosanto principio che chi viene eletto deve mettersi al servizio degli elettori, non il contrario» scrivono dall’associazione ricordando che domani ricorre l’anniversario della nascita della Repubblica Romana. «Nonostante la sua breve durata, gli uomini illustri che la fondarono riuscirono a redigere, sotto la guida di Mazzini, Armellini e Saffi, una Costituzione di grande valore etico, sociale e politico che avrebbe posto le fondamenta della Costituzione del 1946. Oggi, in un periodo di grave disorientamento, - scrivono dall’associazione - è doveroso affidarci agli esempi più luminosi del nostro passato per recuperare il senso dello Stato, delle regole, dell’armonia sociale, della solidarietà. In altre parole, dobbiamo ricominciare. Ricominciare da Mazzini, da Garibaldi, dalla loro nobile visione di un’Italia unita e repubblicana. Bisogna ricominciare affidandoci allo spirito eroico di Pisacane, Mameli, Barilli, Saffi, Costa e tanti altri nomi gloriosi colpevolmente dimenticati per creare un’Unità d’Italia che, lontana dai valori risorgimentali, sembra destinata a non realizzarsi mai. Dobbiamo ricominciare- proseguono i mazziniani carraresi - dai valori promossi dalla Repubblica Romana, dalla Repubblica di Venezia, dalla Resistenza e dalla Costituente». In occasione di questo anniversario, l’Associazione Mazziniana si pone l’interrogativo di come sia stato possibile che l’Italia abbia dilapidato, negli ultimi decenni, l’altissimo patrimonio di valori nati dal Risorgimento, dalla Resistenza e dalla Costituzione scivolando verso una situazione di ignoranza storica e degrado sociale.

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