La manifestazione
La risonanza è spenta ma noi la paghiamo
La macchina dormiente al vecchio ospedale costa 30.000 euro di manutenzione L’avvio dei lavori per ospitarla a Carrara sono previsti per la fine del 2018
MASSA. Che una risonanza magnetica se la dorma paciosamente al San Giacomo, il vecchio ospedale cittadino, è cosa arcinota. Da quando il Noa ha aperto i battenti, in quel di viale Mattei, la macchina aspetta che qualcuno le trovi una nuova casa. E, nell’attesa, se ne sta a riposo nella struttura dismessa. Fin qui nulla di nuovo. Macchinario non utilizzato, davvero un bello spreco con la diagnostica per immagini presa d’assalto dalle richieste dei pazienti. Peccato, però, - e questa è la novità - che lo spreco non si fermi al mancato utilizzo della risonanza. Perché quella macchina anche se spenta - spiegano in ambiente sanitario - costa comunque. Circa 30.000 euro l’anno, ammette l’Asl. Ebbene sì perché la risonanza magnetica è attrezzatura delicata, impossibile pensare che funzioni con un semplice On-Off: spengo, lascio passare gli anni e, quando serve, spingo un bottone e tutto si riattiva come nulla fosse. Le cose non vanno proprio così: la risonanza non può rimanere “ibernata” troppo a lungo, ne va della sua efficienza. Periodicamente deve essere riaccesa, devono essere fatte le dovute verifiche, deve essere eseguita la manutenzione. C’è una ditta, incaricata, che si occupa di questo tipo di intervento. Si fa carico di tutte le risonanze magnetiche in dotazione all’Asl e pure di quella che ormai da oltre due anni è “dormiente”. Quella macchina è sul tasto Off perché attende che si realizzi uno spazio idoneo ad accoglierla al Monoblocco di Carrara. E lì, al piano S, che ospitava il pronto soccorso, che dovrebbe trovar casa la risonanza. Ma per accogliere la macchina servono parecchi lavori, per circa un milione di euro. Quei lavori non sono partiti: è stata bandita la gara europea e individuato il progettista. L’approvazione del progetto esecutivo è prevista per maggio e per la fine anno l’avvio dei lavori. Insomma, per il trasloco oltre Foce c’è ancora da aspettare.
Nel frattempo, l’azienda spende 30.000 euro annui per la manutenzione. E corre un rischio. Sì perché la tecnologia medica non perde tempo, tutt’altro. Così il rischio, appunto, è che quando l’intervento di ristrutturazione sarà ultimato, la risonanza magnetica avrà un po’ troppi anni sulle spalle. Sarà, insomma, un po’ troppo vecchia rispetto agli ultimi ritrovati dell’ingegneria medica. Certo è che la macchina ospitata al Noa, ad alto campo, e davvero all’avanguardia, di lavoro da fare, tra le urgenze del pronto soccorso e l’agenda Cup, ne ha parecchio e una mano da un’altra risonanza proprio le farebbe comodo.
Chiara Sillicani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
