Il Tirreno

Guglielmi, 140 motivi per non riaprire

di Chiara Sillicani
Guglielmi, 140 motivi per non riaprire

Ecco tutti i rilievi dei vigili del fuoco, dalle maniglie delle porte all’antincendio. Il Comune: stiamo lavorando per risolvere

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MASSA. È il 20 dicembre quando al Guglielmi cala il sipario: la Procura dispone il sequestro. Il Comune punta alla rapida riapertura, si mette al lavoro e chiede l’autorizzazione all’accesso perchè una ditta possa entrare nell’edificio e lavorare all’impianto di rilevazioni incendi. Da una prima nota, Palazzo civico deduce, infatti, che qualcosa non vada a quell’impianto, che il rischio rilevato dai vigili del fuoco sia quello di un mancato avviso in caso di incendio o di allagamento. Insomma, si interviene perché, a teatro chiuso, in caso di perdite o fiamme, scatti un apposito allarme esterno alla facciata e partano alcune telefonate ai tecnici competenti. Il Comune distacca anche due dipendenti perché garantiscano un servizio di sorveglianza e custodia del teatro 24 ore su 24.
La richiesta di dissequestro. Forte degli interventi fatti, il 9 gennaio formalizza l’istanza di dissequestro ad Alessia Iacopini, sostituto procuratore titolare dell’indagine nell’ambito della quale sono scattati i sigilli al Guglielmi (ricordiamo che in quell’inchiesta il Comune è parte lesa). Ma dalla Procura, il 10 gennaio, arriva un rigetto: sulla scrivania del sostituto procuratore, infatti, il 5 gennaio è arrivato il verbale dei vigili del fuoco. Dodici pagine fitte fitte e una lista di 140 difformità rilevate.
Tutti i rilievi dei vigili del fuoco. Il verbale fa seguito ad 8 giorni di sopralluoghi. I vigili del fuoco all’interno del Guglielmi trascorrono, infatti, il 21, il 22, il 23 dicembre. Interrompono per le festività e riprendono i rilievi il 28, il 29, il 30. Anche l’ultimo dell’anno sono al lavoro. Si prendono cinque giorni per tirare le somme e il 5 gennaio il loro verbale è in Procura. E lì sta scritto tutto quello che al teatro non va. Dai dettagli ai problemi più rilevanti, dalle maniglie delle porte all’altezza degli scalini, dalle tende che ostacolano le vie di esodo alla collocazione degli estintori, dalla illuminazione alle vie di fuga della biglietteria. Nella lunga lista, vale la pena soffermarsi sul punto 4, steso dopo la prova di «funzionalità e misurazione delle pompe antincedio a servizio delle reti idranti». I vigili muovono rilievi tecnici e verificano che «la pompa elettrica si è attivata, ma dopo 2-3 secondi è partita anche la motopompa che invece avrebbe dovuto rimanere in stand by essendo di riserva». E ancora: «Il volume utile idraulico del serbatoio di disgiunzione... non risulta in grado di alimentare per 5 minuti i 4 idranti dn 45 idraulicamente più favoriti». E al punto 5: «Non ha funzionato la campana di allarme», al 7 «la centrale di rilevazione incendi è priva di idonei cartelli di istruzione per la gestione da parte del personale». Una decina di punti sono dedicati alle porte, alle maniglie «con estremità sporgente», al «pesante tendaggio che potrebbe ostacolare l’esodo». E ancora: «Elementi di arredo che facilmente potrebbero cadere», estintori poggiati a terra e non fissati al muro, poltroncine in platea collocate in modo da ridurre lo spazio, «il locale sottopalco utilizzato come deposito ... e laboratorio... in difformità alla prescrizione». La segnaletica di sicurezza dei quadri elettrici - rilevano i vigili al punto 53 - manca o è visibile solo da 2 metri di distanza e non oltre. Rilievi anche sula segnaletica delle porte di sicurezza, «finestre prive di idoneo parapetto per altezza e resistenza alla spinta». Il punto 89: «Il lampadario sospeso sulla platea appare privo di secondo vincolo di sicurezza», e poi «nel buco orchestra mancano i rilevatori di incendio e il pulsante di allarme». Una lista stringente che motiva il no della procura alla istanza di dissequestro.
L’impegno dell’amministrazione. Rilievi tecnici e dietro il tecnicismo talvolta si nascondono interventi più corposi, talvolta interventi minuti. L’amministrazione, da parte sua, si è messa al lavoro. Ricostruire tutto non è semplice: quello della ristrutturazione del Guglielmi è un capitolo lungo, iniziato nel 1999 e conclusosi, dopo numerose commissioni di pubblico spettacolo, nel 2013 con il rilascio del certificato di prevenzione incendi, ora sospeso. I tecnici comunali competenti in materia di prevenzione incendi hanno terminato le controdeduzioni al verbale dei vigili del fuoco. Hanno, quindi, replicato punto per punto alle notazioni mosse, dalle maniglie agli impianti.

Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici, è ottimista: «Sono fiducioso, dalla data del verbale sono stati fatti importanti passi avanti, stiamo collaborando con la Procura e con i vigili del fuoco e sono fiducioso che riusciremo a breve a risolvere i problemi e ad ottenere il dissequestro». Del resto il teatro tenda, allestito al parco degli Ulivi, è a scadenza: essendo un allestimento provvisorio può sopravvivere soltanto tre mesi. E - assicura Berti - l’obbiettivo è quello di riavere il nostro teatro tra tre mesi.
Teatro tenda, si parte. Per ora la città, dimostrando di amarla davvero l’arte, accetta di apprezzare il teatro sotto un tendono. La “prima” è sabato. La commissione di vigilanza alla tensostruttura ha già detto sì, domani l’ultimo sopralluogo e sabato sipario alzato.



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