La manifestazione
Chiede la condanna dell’ex, ma il processo riparte
La donna lo aveva denunciato perché aveva tentato di investirla e la perseguitava: è cambiato il giudice
MASSA. Ha tentato di investirla con l’auto e l’ha infastidita anche sul posto di lavoro. Poi telefonate a ogni ora del giorno e della notte. E tutto perché la loro storia d’amore era finita: lei aveva detto basta a una relazione che l’aveva soffocata, nonostante i tanti anni di matrimonio. Protagonisti della vicenda un uomo di origini pugliesi di 57 anni e una donna apuana di 53 (non facciamo i loro nomi per tutelare la vittima). Per lei l’incubo è iniziato quando ha chiesto la separazione: il marito non la voleva lasciare andare e ogni giorno la chiamava al telefono oppure le mandava messaggi a raffica. Non l’ha mai picchiata, ma la seguiva per capire se stava frequentando un altro uomo. Una gelosia che aveva rovinato una storia che avrebbe potuto continuare come tante altre. Lasciando spaesati anche i figli dei due.
La cinquantenne ha chiesto aiuto ai carabinieri del nucleo operativo di Massa una sera che si è trovata l’ex coniuge davanti al portone di casa. Ed era scattata la denuncia: il fascicolo era finito sulla scrivania del sostituto procuratore Alessandra Conforti, che in pochi mesi aveva fatto fare gli accertamenti e aveva scoperto che quello che diceva la vittima era tutto vero. La richiesta di non avvicinarsi ottenuta dal gip e poi il rinvio a giudizio. I fatti sono della fine del 2013 e il processo ha avuto inizio nel 2015. La donna era rinfrancata dalla macchina della giustizia, ma la sua fiducia è svanita velocemente perché all’inizio del 2017, quando il procedimento sembrava essere arrivato alle battute finali - erano già stati ascoltati tutti i testimoni e gli avvocati si stavano preparando a discutere -, il giudice titolare è stato trasferito e così si è materializzato il rischio di dover ripartire da capo. Rischio che è diventato reale ieri mattina, in una seduta cosidetta filtro, quando l’udienza è stata dirottata alla primavera in attesa del nuovo giudice.
Si ripartirà da capo, anche se per fortuna non c’è il rischio che il reato si possa prescrivere. Però i tempi che sembravano brevi sono diventati improvvisamente lunghi. Con i testi che saranno riconvocati in aula a confermare quanto detto la prima volta.
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