Il Tirreno

È carrarese il mendicante gobbo del film su Michelangelo

David Chiappuella
È carrarese il mendicante gobbo del film su Michelangelo

Era al Bar Giardino quando ha stregato alcuni emissari che facevano un sopralluogo per il film di Konchalovsky

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CARRARA. “Il peccato. Una visione”, il nuovo film che il grande regista russo Andrej Konchalovsky ha dedicato a Michelangelo, sarà veramente un’opera che parla carrarese. Sapevamo già che metà cast di questa pellicola, attualmente in fase di post-produzione, proveniva dalla nostra città, nella quale è stata anche girata una scena di matrimonio, ambientata in piazza Duomo.

Ma la notizia che un carrarese interpreti nel film il ruolo di un inquietante mendicante gobbo, le cui apparizioni suscitano ogni volta paura e smarrimento in Michelangelo, è qualcosa che non ci saremmo mai potuti immaginare. Ad incarnare sullo schermo questa sorta di demone interiore che si materializza all’improvviso alle spalle del protagonista in più scene della pellicola è stato Giorgio Bernieri, nato a Viareggio 59 anni fa, ma da sempre residente a Carrara.

Bernieri, alla sua prima esperienza nel mondo dello spettacolo, è stato notato per caso dai membri della troupe di Konchalosvky, durante un sopralluogo effettuato mesi fa in citta. «Quel giorno - racconta Bernieri - ero seduto al bar Giardino, in pieno centro, dove sono stato avvicinato da alcuni signori che mi hanno chiesto se potevano scattarmi qualche foto, spiegandomi che poi le avrebbero mostrate a Konchaslovsky. Il giorno seguente mi hanno convocato per prendere le misure dell’abito che avrei indossato in scena ed in seguito sono stato richiamato per il trucco e le prove».

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L’impressione che Bernieri ha suscitato in Konchalovsky è stata così positiva che il cineasta ha voluto il carrarese in ben tre diverse scene della sua pellicola, filmate in altrettante città italiane. «Abbiamo girato da settembre a novembre dell’anno scorso -ha riferito Bernieri- a Montepulciano, Firenze e Roma. A Firenze le riprese si sono svolte in piazza della Signoria, dove il mio personaggio compare scendendo da una scalinata ed appoggiandosi ad un bastone. Per dare maggior effetto a questa apparizione, mi hanno suggerito di conferire alla mia camminata un’andatura particolare. Ricordo che quel giorno nella piazza si era tenuto il mercato e per terra c’erano ancora dei rimasugli di verdura non rimossi. L’ultima scena in cui compaio, invece, è stata girata al teatro Marcello di Roma». La lavorazione del film è stata impegnativa. «Anche se il mio ruolo era quello di un attore muto -ha spiegato Bernieri- prima di andare in scena dovevo sottopormi a quasi un’ora di trucco, indossando anche una parrucca. La sveglia era alle 7 e dovevo essere pronto a girare per le 8,30. Una volta giunti tutti sul set, iniziavamo a lavorare, continuando fino alle 20. Le riprese hanno coinvolto russi, romani e persone provenienti dal Nord Italia».

Bernieri ha anche voluto ricordare il bel rapporto umano che ha avuto modo di instaurare con Konchalovsky ed Alberto Testone, l’attore romano che interpreta Michelangelo. «Konchalovsky -ha detto- è una persona assai alla mano e parla molto bene l’italiano. Anche Alberto Testone si è dimostrato molto disponibile. Ci hanno scattato diverse foto insieme, sia in costume che in abiti normali. Ho fatto amicizia anche con altri due figuranti e con la parrucchiera del set. Con queste persone ci siamo anche scambiati i numeri di telefono e continuiamo a sentirci». Insomma, per il nostro concittadino la partecipazione a questo film è stato veramente la realizzazione di un sogno. «Anche se prima non avevo mai recitato, -ha concluso Bernieri- ho sempre nutrito grande ammirazione per grandi attori come Alberto Sordi, Franco e Ciccio, Aldo Fabrizi ed Ettore Petrolini, padre della comicità non sense. Finora avevo ammirato il mondo dello spettacolo dall’esterno, come semplice spettatore. Potervi partecipare attivamente, in veste di attore, è stata dunque un’esperienza bella ed entusiasmante».

Da notare che anche l’attore protagonista Alberto Testone (55 anni), prima di coronare il sogno di recitare grazie alla sua somiglianza impressionante con Pier Paolo Pasolini, da lui impersonato più volte a teatro e al cinema, svolgeva il mestiere di odontotecnico nella borgata romana di Fidene. Ci piace pensare che la partecipazione al film di Konchalovsky possa segnare l’inizio di una bella carriera nello spettacolo anche per il nostro concittadino Giorgio Bernieri.

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