Il Tirreno

Urbanistica, avanti a passo di lumaca

Urbanistica, avanti a passo di lumaca

Dopo l’accelerazione dei giorni scorsi, solo quattro controdeduzioni in due ore

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MASSA. Atti respinti nonostante fossero un obbligo di legge, osservazioni lette e commentate anche se sono le normative a dire no ad alcuni tipi di nuova edificazione ed ore passate a discutere su come affrontare la discussione in aula.

Ieri pomeriggio il consiglio comunale dedicato al Regolamento Urbanistico si è trascinato con una lentezza esasperante. Il presidente del consiglio Domenico Ceccotti ha provato ad incentivare i consiglieri ad accelerare il consiglio lumaca, sostenendo che “dopo due ore siamo riusciti a votare soltanto quattro controdeduzioni”. Eppure doveva essere una serie di atti facili da approvare. Infatti si sta discutendo di quelle osservazioni dei cittadini che chiedono di poter costruire nuova edificazione, in varie zone della città. La maggior parte di queste osservazioni è stata respinta dagli uffici comunali perché la nuova edificazione è prevista soltanto all’interno degli Aru e perché le aree dove non si può costruire sono stabilite in parte dalla Regione Toscana e in parte dalle carte del rischio, che hanno disegnato le zone Pime e Pie (pericolosità idraulica molto elevata ed elevata). Il consiglio comunale, in pratica, su queste richieste ha le mani legate perché i vincoli sono molto rigidi. Per questo il consigliere del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi ha chiesto che il blocco delle osservazioni sulla nuova edificazione venisse votato senza la lettura puntuale e senza il lungo dibattito che ogni volta scaturisce da ogni singola controdeduzione. Inoltre, nella confusione generale, il consiglio ha reso infruttuosa (11 favorevoli e 11 contrari) una votazione contra legem: il cittadino chiedeva di poter edificare un terreno fuori dal perimetro del territorio urbanizzato e gli uffici rigettavano la richiesta perché contro la legge 65, che lo impedisce. Il consiglio avrebbe dovuto soltanto prendere atto, non potendo fare diversamente, invece la votazione è andata infruttuosa. La proposta di Ricciardi non è stata accolta, perché la maggior parte dei consiglieri comunali pretende di leggere ogni atto, non avendo potuto verificare prima le carte e non essendo un esperto urbanista. E inoltre i consiglieri hanno il diritto di poter leggere, discutere e fare domande su ogni singolo provvedimento da votare. «Non è colpa mia- commenta ad esempio la consigliera Dina Dell’Ertole del Pd- se siamo arrivati oggi con questa fretta di approvare atti così importanti. Populista e strumentale la dichiarazione del presidente Ceccotti. Noi stiamo cercando di fare del nostro meglio».

Manuela D’Angelo

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