Italia
Pioggia e vento ma brucia alto il falò sul Verde
I fuochisti di San Geminiano più forti del meteo Folla per lo spettacolo sul ponte della Cresa
PONTREMOLI. Con gli ultimi crepìtii della fiamma accesa sul greto del Torrente Verde dai fuochisti di San Geminiano si è chiusa anche l’edizione 2018 della Disfida dei falò che vede contrapposte le contrade di San Geminiano e San Nicolò in una sfida che trova le sue origini nei secoli passati, e pare che il tempo non riesca minimamente a scalfirne il fascino suscitando ancora forti emozioni. Bisogna dire che sono stati davvero bravi i fuochisti del patrono che, nonostante il tempo avverso, hanno saputo dare vita all'abituale straordinario spettacolo dell'accensione della pira di fronte al ponte della Cresa. Una manifestazione che forse non è stata perfetta ma comunque di alto livello specie se rapportata alle avverse condizioni climatiche. Infatti tutta la giornata dedicata al patrono è stata accompagnata dalla pioggia. Non un "diluvio" ma comunque una precipitazione fitta ed insistente che certo non è stata di alcun aiuto (anzi!) a chi sta realizzando la pira ed ha tutta l'intenzione di farla bruciare secondo le direttive migliori per il falò: ovvero una fiamma che si alza velocemente ed in maniera uniforme, che non devia durante il momento dell'accensione e che fa poco fumo. Insomma tutti aspetti che, con l'acqua battente e un fastidioso vento marino, non sono certo facili da realizzare. Ma i sostenitori del patrono sapevano di poter contare sull'abilità, la determinazione e "la classe" dei loro fuochisti che nel pomeriggio hanno coperto, con un tendone in stile circense, l'alta pira per proteggerla più possibile dalla forte umidità della giornata.
Una decisione saggia e che si è rivelata poi vincente alla sera, quando, terminato il Pontificale in onore del patrono, i tanti spettatori (davvero numerosi, soprattutto contando il difficile contesto meteo) si sono assiepati nei pressi del greto del Verde (chi affacciato sul ponte della Cresa, chi sul ponte Zambeccari, chi su viale Fiorini). E infatti in tanti esprimevano dubbi (da un lato timore mentre i fuochisti avversari di San Nicolò ovviamente speranza) su come sarebbe bruciata la pira vista la forte pioggia della giornata. I dubbi si sono dissolti nell'istante in cui una ventina di fuochisti hanno circondato la catasta per appiccare il fuoco: fiamme ruggenti sono scattate verso l'alto.
Non sono riuscite, sia per l'umidità che per il vento, a coinvolgere tutta la pira e un beffardo soffio di vento ha spostato la fiamma, ma non è comunque mancato un concerto di crepitii e il ruggire della fiamma con una forte ondata di calore. E così sotto la luce delle fiamme si è materializzata una Pontremoli bella e solare affacciata sul Verde. Bellissimo spettacolo che dimostra che l'idea (condivisa dalla due fazioni) di limitare l'altezza della pira, oltre a dare più tranquillità sul piano della sicurezza, non incide sulla qualità del lavoro delle due contrade che riescono sempre ad entusiasmare non solo i propri "tifosi" ma tutti coloro che amano Pontremoli.
Riccardo Sordi
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