La manifestazione
La vertenza Ulivieri a Firenze
Attivato il tavolo di crisi regionale con l’assessore Simoncini
MASSA. La telefonata a Gianfranco Simoncini, assessore regionale al lavoro è già arrivata, partita dal cellulare del sindaco Volpi. E la richiesta è chiara: sul caso della Ulivieri sia investita l’area di crisi regionale. Si chiami al tavolo, quindi, anche Firenze. Richiesta inoltrata dal sindaco, ma formulata dalla Cgil che il sindaco lo ha coinvolto, come istituzione del territorio. La Ulivieri ricambi srl - per ricostruire la vicenda - è una società che produce ricambi per carrelli elevatori e che decide di cedere un ramo di azienda, quello in cui è occupata la maggior parte dei lavoratori, ad una multinazionale belga del settore.
«In quella cessione - spiegano Paolo Gozzani, segretario provinciale di Cgil, Sebastiano Salaro e Antonella Ghilardi Filcams - la Cgil non viene coinvolta, non c’è alcun percorso di tutela dei 13 lavoratori. L’azienda cede un know how, ma non garantisce in alcun modo i suoi dipendenti ai quali - ricostruiscono i sindacalisti - viene proposto dalla multinazionale un trasferimento a Torino senza alcun incentivo». Per la Cgil la procedura non è quella di una cessione che - spiega - «dovrebbe prevedere il passaggio a nuovo datore con le stesse condizioni contrattuali, piuttosto un licenziamento collettivo mascherato». Non soltanto: «La Ulivieri - prosegue il sindacato - cede il ramo di azienda, ma non il capannone che rimane in capo, seppur con un leasing ancora in essere, alla società collegata Aironec».
Di fronte all’eventualità di un trasferimento, otto lavoratori sottoscrivono accordi individuali: accettano l’incentivo all’esodo. Tradotto: prendono dei soldi e lasciano il lavoro. Altri dipendenti, invece, l’accordo non lo sottoscrivono. La Cgil chiede un incontro al sindaco e propone che si coinvolga la Regione: «Noi chiediamo che le istituzione si facciano carico di quanto sta accadendo perché - Paolo Gozzani va al cuore - troppe aziende si sono insediate in questo territorio grazie agli incentivi, poi hanno battuto ritirata. Non possiamo più consentire il saccheggio da parte delle multinazionali e chiediamo un impegno delle istituzioni in una fase in cui in Regione si sta procedendo al riordino del consorzio zona. Territorio e categorie si coalizzino e dicano basta». Poi, sulla sottoscrizione da parte di qualcuno degli accordi, una stoccata: «La Cgil non è divisa. La Cgil sta dalla parte dei lavoratori».
«Ieri mattina alcune lavoratrici si sono presentate in azienda alla Ulivieri perché - spiega il sindacato - non avevano ancora ricevuto formalizzazione di procedura di licenziamento, ma sono state informate di essere dipendenti della multinazionale».
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